vynils

L'appello ai sindacati nazionali
Su Internet: "Non lasciateci soli"

Domani saranno 100 giorni dell'Isola dei cassintegrati
Operai Vinyls nell'Isola dei cassintegrati (foto: Per gentile concessione di Andrea Spanu)
Operai Vinyls nell'Isola dei cassintegrati (foto: Per gentile concessione di Andrea Spanu)
PORTO TORRES. Una lapide per la morte della chimica e un messaggio per i sindacati nazionali. La prima spunta concreta e tangibile davanti alla torre aragonese, simbolo della lotta degli operai della Vynils, l'altro viaggia in modo virtuale su Internet e Facebook. Entrambi per dire: "Non lasciateci soli". La lapide ha impresso un testo sinistro e ironico: "Questa lapide è il simbolo della morte del lavoro a Porto Torres e nel territorio. Addolorati, con finta, lo partecipano governo, Eni e Scajola". A livello locale le segreterie sindacali territoriali hanno lavorato e contribuito anche economicamente ad alcune iniziative, le accuse e le lamentale riguardano i sindacati nazionali.

La protesta. Domani saranno cento giorni passati all'isola dell'Asinara, diventata Isola dei cassintegrati. Un gruppo di operai della Vinyls vi ha trascorso più di tre mesi in difesa del proprio posto di lavoro, nel frattempo è stato pubblicato un bando internazionale per la cessione degli impianti anche di Porto Torres e Ravenna, la multinazionale araba Ramco ha presentato una manifestazione di interesse, ma le trattative con l'Eni non sono andate in porto. Così l'unica società interessata si è ritirata, definitivamente. E gli impianti sono fermi da circa otto mesi, un fattore che contribuisce alla svalutazione dell'azienda. Ci sono ancora i 31milioni di fidejussione bancaria garantita dal governo, ma ancora non è chiaro quale sarà il loro utilizzo Entro questa settimana è probabile un incontro tra il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia i sindacati, i tre commissari straordinari e l’Eni.

Il messaggio ai sindacati. Ora, dopo l'attenzione mediatica sollevata anche a livello nazionale e il supporto della protesta virtuale sul blog e sui social network, gli operai chiedono attenzione. Specie dopo l'euforia delle elezioni amministrative. Si rivolgono ai sindacati che avevano promesso mobilitazioni nazionali nel caso in cui la loro vertenza non si fosse risolta a breve. E lo fanno dalla piattaforma che è loro più consona in questo momento: quella di Facebook, il social network più diffuso. Ai loro 100mila e più sostenitori hanno inviato un messaggio, che dovrà girare attraverso i mezzi di comunicazione fino ai sindacati.

Ecco il testo:

Cari amici sostenitori de L'isola dei cassintegrati,
come sapete da più di di tre mesi ormai gli operai dell'isola aspettano che governo ed Eni risolvano la gravissima situazione degli stabilimenti Vinyls, ovvero l'industria chimica italiana che tra P.to Torres, Ravenna e P.to Marghera (Venezia) conta 15.000 posti di lavoro.

A nulla sono valsi i giornali, le radio, i blog, la stampa estera, Santoro, Tetris e Le Iene...dopo mesi di trattative la Ramco Qatar, che intendeva comprare tutto, è fuggita a gambe levate a causa delle trattative condotte in maniera vergognosa dal ministero dello sviluppo economico (il giorno dopo le dimissioni di Scajola).

Qualche settimana fa la Camusso, vice di Epifani alla CGIL affermò che se la trattativa con la Ramco fosse fallita avrebbero indetto uno sciopero nazionale. Ora abbiamo bisogno di questo, abbiamo bisogno del loro aiuto.

Abbiamo chiamato l'evento "messaggio ai sindacati", perchè non possono lasciarci soli. I sindacati locali hanno lavorato tantissimo, ma da quelli nazionali...ci aspettiamo di più ora.Non possono ignorare questa richiesta di aiuto. Forza, mandiamo migliaia di email, passiamo parola, chiamiamo gli amici, invitiamo i nostri contatti a questo evento...insieme siamo fortissimi.

CHI LOTTA PUò PERDERE, CHI NON LOTTA HA Già PERSO.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI


© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  • Operai Vinyls nell'Isola dei cassintegrati (foto: Per gentile concessione di Andrea Spanu)
  • La lapide davanti alla torre aragonese (foto: Per gentile concessione del blog Isola dei cassintegrati)