la vertenza

Vinyls, la protesta torna in fabbrica
Per il 15 fissato incontro al ministero

Cento giorni di Isola dei cassintegrati
 (foto: SassariNotizie.com)
(foto: SassariNotizie.com)
PORTO TORRES. La protesta torna al petrolchimico dopo cento giorni di occupazione dell'ex carcere di Cala d'Oliva, all'Asinara. Poco fa è finita l'assemblea plenaria convocata da Cgil, Cisl e Uil, circa 130 persone riunite (in tutto sono 800) per fare il punto sulla situazione, tra loro anche una delegazione partita dall'Asinara. Per ora una sola certezza: il 15 giugno ci sarà un altro incontro al ministero dello Sviluppo, a Roma, in cui alla presenza del sottosegretario Stefano Saglia, sono stati convocati i sindacati, le Regioni interessate (Sardegna, Veneto ed Emilia-Romagna) e la società.

La riunione. «Abbiamo ripreso la discussione interrotta e riunito tutti i lavoratori per una mobilitazione condivisa - dice Massimiliano Muretti, della Filcem Cgil che ha partecipato all'assemblea - I problemi al di là della vertenza ci sono, eccome. Prima di tutto gli investimenti per gli impianti che erano stati annunciati a ottobre durante l'accordo sindacale famigerato, che ha spaccato il fronte». Le strutture sono infatti ferme da otto mesi, e ancora non ci sono soluzioni concrete dopo il ritiro definitivo della Ramco, l'unica società interessata. Anche il sindacalista, come gli operai della Vinyls punta il dito contro l'Eni: «L'atteggiamento - dice - non è quello di chi vuol produrre. È piuttosto l'atteggiamento di chi dice: va fin che dura, finché si vende bene, se no nulla. Così non va». L'obiettivo condiviso è far ripartire gli impianti, per riconquistare competitività.

Il mercato. Dall'analisi di Muretti che riporta la discussione dell'assemblea parrebbe che manchi la volontà di riprendere l'intero ciclo produttivo, legato a doppio filo all'etilene (ciclo cloro soda) e al protilene (fenolo, cumene). «In ogni caso -dice il sindacalista - gli investimenti prospettati sono pochi rispetto alle reali necessità e non ci sono stati. Il dubbio è, qualora partissero, sul dove e il come. Insomma sul mercato necessario al prodotto». A rischiare la chiusura sono gli stabilimenti di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna che in tutto contano migliaia di lavoratori. Solo nel polo chimico del Nord Sardegna gli stipendi che ruotano nelle aziende esterne al polo chimico solo oltre 600. Più quelle dell'indotto.

La mobilitazione.
Più volte è stata annunciata anche dal segretario Cgil Susanna Camusso una mobilitazione nazionale per la mancata soluzione alla vertenza della Vinyls. Se le segreterie territoriali dei sindacati sono state sempre vicine, più volte gli operai in lotta hanno lamentato il silenzio dei vertici nazionali. Muretti dice: «Abbiamo chiesto a livello una mobilitazione, ma questo dipenderà dalla capacità organizzativa». Ora si aspetta l'ennesimo incontro al ministero dello Sviluppo.



© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: SassariNotizie.com)