elezioni amministrative

Dati parziali sulle circoscrizioni
Si aspettano i risultati definitivi

A Sassari sono diventate quattro, prima erano sei
di Valentina Guido
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Circoscrizioni sì, circoscrizioni no. La finanziaria le ha abolite, ma poi, per effetto del decreto legge taglia-poltrone convertito in legge a marzo, sono rimaste lì, almeno per il momento, e anche nelle ultime elezioni si è votato per rinnovarle. Lo spoglio delle schede è iniziato in ritardo rispetto alle comunali e provinciali, perciò non esistono ancora dati ufficiali e di conseguenza non si possono proclamare gli eletti.

Dati parziali. Sul sito internet del Comune di Sassari stamattina sono comparsi dati parziali, e non ci vorrà molto prima di conoscere quelli definitivi: mancano solo i risultati relativi a 7 sezioni su 70 nella prima circoscrizione, 3 su 40 nella seconda, 2 su 18 nella terza, 2 su 9 nella quarta.

Due circoscrizioni in meno. La novità è che, in occasione delle ultime consultazioni elettorali, le 6 circoscrizioni di Sassari sono diventate 4. La n. 1, la più grande, comprende i quartieri Centro storico, San Giuseppe, Luna e Sole, Cappuccini, Porcellana, Rizzeddu, Monserrato, Carbonazzi; la n. 2 comprende Monte Rosello, Latte Dolce, Santa Maria di Pisa, Sant'Orsola; la n. 3 ingloba Bancali, La Landrigga, Li Punti, San Giovanni, Ottava, Caniga; la 4 è la più piccola: Tottubella, La Corte, Campanedda, Palmadula, Biancareddu, Canaglia, Baratz, Argentiera. L'affluenza è stata in linea con la percentuale delle comunali (68, 07 per cento): 67,99 nella 1, 66,91 nella 2, 69,22 nella 3; si è distinta la quarta circoscrizione con un buon 77 per cento.

A cosa servono? Le circoscrizioni di decentramento comunale, dunque, se la son vista brutta quest'anno (per modo di dire): dopo un periodo d'incertezza, si è capito che questi organismi rimarranno in vigore per altri cinque anni. Le circoscrizioni hanno competenze in tema di servizi demografici, sociali, scolastici ed educativi; possono portare avanti iniziative culturali e sportive, e per lo sviluppo economico nei settori artigianato e commercio; possono avere funzioni di polizia urbana e occuparsi di manutenzioni. Ma, se già per molti cittadini è difficile capire a cosa servano le province, le circoscrizioni sono addirittura un oggetto misterioso. Istituite nel 1976, sono costituite da un consiglio e da un presidente di circoscrizione, e in città con popolazione inferiore ai 250 mila abitanti, come Sassari, la loro istituzione non è obbligatoria ma facoltativa.

Le ragioni del sì e del no. Chi ha appoggiato la loro abolizione, ha sostenuto che costano troppo: secondo l'associazione LibertAria, il Comune di Sassari spende ogni anno 500mila euro per mantenere 100 consiglieri circoscrizionali (numeri comunque ridotti dopo che le 6 circoscrizioni sono diventate 4). Ma c'è anche chi le difende in quanto organo di amministrazione periferica in grado di assicurare maggiore pluralismo e, quindi, democrazia.

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