West Nile disease, la Asl di Sassari:
«Caso sospetto, ma non c'è allarme»
(foto: Ufficio stampa Asl)
SASSARI. Anche il Nord Sardegna inizia a temere la febbre del Nilo. Nei giorni scorsi, infatti, si era difusa la notizia di un caso a Sorso. Oggi la Asl di Sassari, per quanto tenga alta la sorveglianza in materia di West Nile disease, dichiara tramite una nota ufficiale che al momento non ci sarebbe alcun allarme sul caso, notificato come sospetto, ma non ancora confermato, al Servizio di Igiene e Sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Asl di Sassari.
Nei giorni scorsi infatti, il Servizio di Igiene di Via Rizzeddu ha ricevuto una notifica di un caso sospetto dalla Clinica di Malattie infettive dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari. Il Servizio di Igiene, con i colleghi del Servizio di Sanità animale, ha incrementato l'attività di vigilanza e sorveglianza del territorio.
Così come stabilito durante l'ultima riunione del tavolo tecnico sulla "Febbre del Nilo", istituito alla direzione sanitaria dell'Asl, i servizi veterinari, nelle loro attività di routine, stanno concentrando l’attenzione e i controlli sulle zone umide del territorio, come gli stagni e i laghi.
E' perciò alta la soglia di attenzione, in particolare negli allevamenti di equidi e avicoli, nonché per la raccolta e l’invio all’Izs degli uccelli delle specie sensibili eventualmente ritrovati morti: azione quest'ultima che si sta svolgendo in collaborazione con il Corpo forestale di vigilanza ambientale.
Questa mattina inoltre i veterinari dell'Asl di Sassari hanno effettuato un sopralluogo nei pressi dell'abitazione del paziente ritenuto caso sospetto ma non confermato (che non si trova più ricoverato). «Un'attività di routine anche questa – hanno precisato dal Servizio veterinario Asl – durante la quale non sono stati individuati casi riferibili alla sintomatologia della malattia negli animali presenti nelle vicinanze e non è stata individuata la presenza di animali morti».
I veterinari hanno anche fatto alcuni prelievi agli animali domestici che, comunque, non presentavano alcun sintomo.
Durante il sopralluogo il paziente avrebbe riferito ai veterinari che alcuni mesi fa avrebbe visto nella zona alcune cornacchie morte.
Nei giorni scorsi infatti, il Servizio di Igiene di Via Rizzeddu ha ricevuto una notifica di un caso sospetto dalla Clinica di Malattie infettive dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari. Il Servizio di Igiene, con i colleghi del Servizio di Sanità animale, ha incrementato l'attività di vigilanza e sorveglianza del territorio.
Così come stabilito durante l'ultima riunione del tavolo tecnico sulla "Febbre del Nilo", istituito alla direzione sanitaria dell'Asl, i servizi veterinari, nelle loro attività di routine, stanno concentrando l’attenzione e i controlli sulle zone umide del territorio, come gli stagni e i laghi.
E' perciò alta la soglia di attenzione, in particolare negli allevamenti di equidi e avicoli, nonché per la raccolta e l’invio all’Izs degli uccelli delle specie sensibili eventualmente ritrovati morti: azione quest'ultima che si sta svolgendo in collaborazione con il Corpo forestale di vigilanza ambientale.
Questa mattina inoltre i veterinari dell'Asl di Sassari hanno effettuato un sopralluogo nei pressi dell'abitazione del paziente ritenuto caso sospetto ma non confermato (che non si trova più ricoverato). «Un'attività di routine anche questa – hanno precisato dal Servizio veterinario Asl – durante la quale non sono stati individuati casi riferibili alla sintomatologia della malattia negli animali presenti nelle vicinanze e non è stata individuata la presenza di animali morti».
I veterinari hanno anche fatto alcuni prelievi agli animali domestici che, comunque, non presentavano alcun sintomo.
Durante il sopralluogo il paziente avrebbe riferito ai veterinari che alcuni mesi fa avrebbe visto nella zona alcune cornacchie morte.
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