la storia

Isola dei cassintegrati, un mese dopo
La Giunta regionale sbarca nell'isola

Gli operai della Vinyls occupano da 32 giorni l'ex carcere dell'Asinara
La torre aragonese ancora occupata (foto: SassariNotizie.com)
La torre aragonese ancora occupata (foto: SassariNotizie.com)

PORTO TORRES. Non è bastato occupare da gennaio la torre aragonese, né piantare simbolicamente le croci bianche davanti. Per attirare l'attenzione di mezzi d'informazione e dei sindacati nazionali la protesta dei cassintegrati dell'Eurocoop e della Vinyls, azienda chimica ex Enichem, si è dovuta trasformare in reality. Così la sede del Parco nazionale dell'Asinara si è trasformata nell'Isola dei cassintegrati con tanto di logo e strizzata d'occhio al noto programma. Uno show senza luci, né brillantini che si svolge lontano dalla Sardegna modaiola delle vacanze. L'idea dell'autoreclusione nell'isola è nata dall'esasperazione, dal silenzio attorno alla vicenda. Nel vecchio carcere di massima sicurezza vivono, mangiano e dormono da più di un mese. Sono esattamente 32 giorni, scanditi dal loro diario quotidiano. E gli operai sono diventati il simbolo di molti, non solo sardi, in lotta per mantenere il posto di lavoro. Come era successo ai lavoratori dell'Insee di Milano, che avevano gestito da soli l'azienda per quasi un anno. Fino all'acquisto della fabbrica, comunque in attivo. Nell'isola i lavoratori della Vinyls dormono nelle celle del carcere, ogni tanto manca la corrente elettrica e spesso i collegamenti con l'isola madre sono difficili. Sulle imbarcazioni arrivano infatti anche cibo e provviste offerte da alcuni commercianti.

Social network. In questo caso a calamitare l'attenzione è stato un gruppo su Facebook, il social network più diffuso. Ed è una storia di legami e distanze. La pagina del gruppo è stata infatti creata da due ragazzi sassaresi che vivono però lontano dall'isola. Si chiamano Michele Azzu (figlio di un operaio) e Marco Nurra, abitano rispettivamente a Londra e a Madrid e il loro gruppo conta più di 78mila membri, persone che scrivono in bacheca messaggi di solidarietà dalla penisola e dall'Europa. Per seguire meglio il passare dei giorni è stato anche creato un blog, con foto e video.


Le visite. Fitto il via vai nel tratto di mare che separa l'Isola dei cassintegrati dalla Sardegna. Oltre a mogli, bimbi e parenti anche i politici locali, la squadra del Porto Torres che ha portato in dono la coppa Italia. Dopo aver vinto il campionato di eccellenza, sono tornati dopo vent'anni in serie D e hanno voluto festeggiare con i loro tifosi in lotta. Domani, dopo più di un mese di occupazione, e cinque di protesta arriverà anche il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci. Sarà un altro giorno sotto le telecamere e i taccuini, anche perché tra i visitatori ci sono spesso giornalisti. Da quelli della Nuova Sardegna che seguono dall'inizio la storia, fino alla Rai, dalle giornaliste di La 7, passando per Repubblica e Antonio Padellaro e Luca Telese de Il fatto quotidiano fino a Enrico Lucci delle Iene. Mercoledì sera andrà in onda il loro servizio.


La vertenza. Ma oltre a tanta considerazione, cosa si muove ai piani alti? Il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola probabilmente deve ancora contestualizzare il caso, lo rivela la sua svista geografica nel collocare Porto Torres in provincia di Nuoro. Comunque la scorsa settimana lo stesso ministero, con il parere del Comitato di sorveglianza, ha autorizzato i commissari straordinari Vinyls a «manifestare interesse all'acquisto e/o all'affitto dei complessi facenti capo alla società». Si sono fatti avanti gli arabi della Ramco Trading&Contracting e si punta a una firma vincolante con Eni entro il 15 aprile che eviti la chiusura degli impianti della chimica e del ciclo del cloro.

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