sardi nel mondo

Alghero - Brasile: andata e ritorno
Una storia di emigrazione e di cinema

La sceneggiatura ha vinto il premio "Storie di emigrati sardi"
 (foto: Sardinia Film Festival)
(foto: Sardinia Film Festival)
ALGHERO. Dal Nord Sardegna al Brasile, andata e ritorno. Ma a 13 anni di distanza, dal dopoguerra al 1961. È la storia di Arturo, un algherese che ora ha 93 anni, che ha vissuto in Brasile anni avventurosi ed è poi tornato nella cittadina di origine catalana. Medico dentista, cineasta per passione e fotografo. Una storia di emigrati sardi, uno dei tanti che ha vinto il primo concorso cinematografico destinato proprio alle loro vite lontane dall'isola.
Un evento voluto dalla F.A.S.I. (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia), è stato programmato in cooperazione con la Regione Sardegna e la Società Umanitaria – Cineteca Sarda.
Tra i 48 lavori presentati tre sono stati segnalati durante la prima fase del concorso per le sceneggiature particolarmente originali. E sono: “Arturo torna dal Brasile” di Marco Antonio Pani, documentario, “Marie Maria” di Nicola Contini e il cortometraggio di fiction “Io sono qui” di Mario Piredda.
Come miglior produzione cinematografica è stato scelto il lavoro di Pani che racconta appunto la storia di Arturo Usai.

La proiezione. Questa storia così originale è stata scelta per la la serata di inaugurazione del Sardinia Film Festival, a Sassari. Martedì 22 giugno alle 21.30 sarà appunto proiettato il documentario e saranno presenti sia il regista Marco Antonio Pani, sia il protagonista Arturo Usai.

La storia.
Arturo Usai è un medico dentista algherese, partito nel dopoguerra verso il Brasile. E tornato solo nel 1961, in pieno boom economico italiano. La scenografia nasce da alcune interviste, racconta il regista sardo Pani, raccolte ad Alghero tra gli anziani sulla seconda guerra mondiale. L’unico ad aver fotografato la cittadina il giorno dopo i bombardamenti era stato Arturo, che chiese se il film sarebbe stato girato in 35 mm, specificando che anche lui aveva girato molti film in 35 mm. Arturo Usai è un medico dentista, cineasta, che, subito dopo la guerra è emigrato in Brasile, a Rio De Janeiro, e ha partecipato filmando alla costruzione della nuova capitale Brasilia che lo è tuttora. Una città di fondazione edificata dal 1956 al 1960, il pianificatore dell'intervento fu Lùcio Costa mentre l'architetto autore di gran parte degli edifici pubblici, Oscar Niemeyer.Il documentario "Arturo torna dal Brasile" dura circa 37 minuti e racconta i 13 anni di emigrazione dell'algherese, è una produzione italiana, spagnola e brasiliana.

Il concorso "Storie di emigrati sardu".
Gli autori hanno partecipato con 28 progetti per la realizzazione di documentari e 19 progetti per fiction e 12 opere finaliste. La giuria, formata dallo stesso Zanda, Marco Zurru (Sociologo), Gianni Olla (critico cinematografico), Maria Sardu (Autrice e programmatrice RAI), Tonino Mulas (Presidente della FASI). Primo premio, pari a 11 mila euro, assegnato a Marco Antonio Pani per il progetto “Arturo torna dal Brasile”. Ad aggiudicarsi il secondo premio, del valore di 9 mila euro, Nicola Contini, con “Marie- Maria”, sull’emigrazione femminile attraverso tre generazioni di donne sarde. Il terzo premio, di 6 mila euro, è andato a Mario Piredda con “Io sono qui”, focus sugli emigrati sardi in Kosovo per la guerra, che tornano in Sardegna con un carico di malattie. Tre le Menzioni Speciali: a Carmina Conte e Paolo Carboni per il progetto “Le spose di Grand- Hornu”, a Carlo Porcella per “Gli sradicati” e a Augustin Juan Merello Coga per “Destinu”. Tra vincitori e vinti arriva a sorpresa il finanziamento dal Comune di Asuni, pari a 4 mila euro per progetto agli autori delle tre sceneggiature meritevoli delle menzioni Speciali.

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