Emergenza Sanità: da Alghero a Ozieri
non si ferma la mobilitazione

di Grazia Sini
 (foto: Comitato "Salviamo l'ospedale di Ozieri")
(foto: Comitato "Salviamo l'ospedale di Ozieri")
SASSARI. Che la situazione della Sanità sia critica inizia quasi a diventare una certezza. Da Ozieri ad Alghero la preoccupazione avanza. Oggi il sindaco della città catalana ha incontrato i primari degli ospedali cittadini. Un appuntamento «chiesto appositamente dopo la campagna elettorale – ha detto Marco Tedde ai medici – per non dare adito a facili strumentalizzazioni sull’argomento, che invece va affrontato con il massimo della serietà».
Durante l'incontro il sindaco Marco Tedde e i direttori di Struttura Complessa e Semplice Dipartimentale del presidio ospedaliero di Alghero hanno analizzato i problemi della sanità. Da parte di tutti c’è stata la condivisione dei problemi gravi che investono gli ospedali di Alghero. «Nessun passo avanti è stato finora compiuto – hanno detto i medici – e la situazione resta grave». Tra le emergenze è stato segnalato il «perdurante inutilizzo di diverse sale operatorie, ne resta infatti utilizzabile solo una, la situazione del personale, ridotto all’osso, l’inefficienza di molte apparecchiature che portano i segni dell’età». Problemi segnalati a più riprese ma ancora irrisolti. «Di comune accordo – riferisce il sindaco a fine riunione - si è deciso che incontreremo il Direttore Generale dell’assessorato regionale della Sanità, Massimo Temussi, e il Commissario della Asl Paolo Manca per mettere sul tavolo le questioni della sanità algherese. Se al termine di questo confronto i risultati non saranno quelli attesi, non si escludono azioni più incisive per ottenere la giusta considerazione per la nostra sanità».

Intanto a Ozieri si attende l'appuntamento di venerdì, quando il Comitato, presieduto dal vescovo, si riunirà per fare il punto. Domani alcuni membri prepareranno un documento in cui faranno il punto sulla situazione, da presentare durante la riunione di venerdì. All'assemblea sono stati invitati tutti: sindacati, politici, popolazione «perché è tempo di capire chi ci aiuta e chi invece nicchia» spiega Patrizia Bua del Comitato. Il gruppo nato su facebook "Salviamo l'Ospedale di Ozieri" ha già 2864 fan. Alla voce "descrizione" si legge «Non ci possono togliere anche questo!!!!». È una mobilitazione che avanza e che parte dal basso, appoggiata da Amministrazione e Chiesa. Una petizione che ha già raccolto tantissime firme, ma non basta: «Non ci possiamo fermare a questo. Dobbiamo continuare a farci sentire, abbiamo in progetto diverse iniziative. Potremmo anche andare a Cagliari» spiega Patrizia Bua. «Noi vogliamo un ospedale incentrato sulla dignità del paziente, con strumenti e personale adatto».
Dei punti richiesti nell'ultimo incontro coi vertici dell'Azienda sanitaria locale, soltanto alcuni hanno trovato una soluzione: ad esempio per il Pronto soccorso è stato nominato un medico per sostituire quello in gravidanza e per Oncologia è stato trovato un sostituto; Senologia è in attesa invece della risposta dello specialista che è stato chiamato. Ma restano ancora diverse situazioni critiche: Nefrologia accorpata a Medicina e Chirurgia a Ortopedia. C'è poi il buco nell'organico degli infermieri, soprattutto per Pediatria: «il personale fa turni massacranti, non può andare avanti così».
A fianco al Comitato cittadino ora si è costituito anche quello dei sindaci del Distretto sanitario, che ha il compito di portare le richieste della popolazione alla Asl. Alle 19 venerdì in piazza Cantareddu sci saranno tutti, per fare il punto e decidere come continuare la battaglia per salvare non solo l'ospedale Segni di Ozieri, ma tutto il servizio sanitario locale.

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