lettera al direttore

Elezioni Sassari/Un lettore si chiede
"Quale leadership nel centrodestra?"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore. In una pagina riassume alcune riflessioni che partono dai risultati delle scorse elezioni per arrivare a chiedersi quale sia e quale futuro abbia il centrodestra di Sassari.


Caro Direttore, mi rivolgo al Suo giornale per poter condividere alcuni pensieri sulle elezioni comunali da poco concluse e sin da ora la ringrazio per lo spazio che vorrà concedermi.
L’esito è noto e tutto sommato poco interessa, essendo il dato terminale di quanto di sostanziale fatto prima: ognuno può trarne le conclusioni che meglio crede.
Quello che più incuriosisce – limitandoci all’esame del voto di centro destra – è ben altro: proviamo infatti a porci la domanda su chi comandi in tale schieramento; di chi sia, in concreto, la responsabilità del risultato finale delle elezioni, oggi facilmente definibile come disastroso.
Certamente non di Giacomo Sanna che pur se ne è assunto la responsabilità politica : una campagna elettorale iniziata un mese prima del voto non ha senso se si vuole battere una figura consolidata come Gianfranco Ganau. L’unica promessa elettorale fatta “…concluderemo a Porta S. Antonio..” non mantenuta; ha portato con sé a Palazzo Ducale solo due del suo partito – per definizione del candidato Sindaco e quindi forte-; partito che nell’insieme ha preso il 5,29 % per cento dei voti espressi da Sassaresi: un po’ poco per smuovere la coscienza popolare, ma buono per il PSD’AZ . Il cambio di schieramento gli ha infatti giovato perché nelle precedenti comunali, quando era schierato nella coalizione pro Ganau, aveva ottenuto un più misero 4,26%. In concreto Sanna, con il 32,75 % di preferenze finali, ha comunque fatto peggio di quanto avvenuto nelle precedenti elezioni con Sergio Milia, che concluse con il 36,42 %.
Qualcuno dice che si sia immolato consapevolmente e che per lui ci sia il posto di Assessore Regionale ai Trasporti in un prossimo rimpasto: staremo a vedere, quel che è certo è che non è stato il cavallo giusto per questa corsa e che non aveva una forza personale per poter vincere. Certamente non guida il centro-destra.


I ben informati dicono che “Beppe” Pisanu ha un suo peso in città. Il figlio Luigi ha però preso 338 voti, e va a Palazzo Ducale come sesto del suo partito: in pratica ha ottenuto l’equivalente dei voti che è possibile ottenere da uno o massimo due dei complessi edilizi presenti nella periferia cittadina. È possibile pensare di guidare una città con questi numeri?


Caso limite: la Lista Sassari è. Fondata da Nicola Lucchi in appoggio di “Nanni” Campus Sindaco, si è prima trovata priva di candidato sindaco e poi del fondatore (…)! Stoicamente è andata avanti ed ha comunque eletto un consigliere, Michele Foe, con 169 voti: come dire un medio complesso edilizio di voti, per continuare ad utilizzare lo stesso metro di valutazione.
Si può ipotizzare che, essendo nata come lista di appoggio a Campus, godesse anche della spinta dell’appoggiato? Se sì, è evidente che sussiste qualche problema di consenso popolare.
Altri potentati vengono indicati; ma vuoi per la localizzazione territoriale del voto, vuoi per la lontananza, si tratta per lo più di potenzialità concretamente inesprimibili ed inconsistenti; una cosa è l’indicazione di un nome per questa o quella poltrona, altra cosa è interpretare ed incarnare la volontà degli elettori ottenendone il voto: capacità che evidentemente mancano.
Carmelo Porcu ha offerto le sue dimissioni, ci sembra un atto dovuto.
Il risultato finale sembra essere quello che la città non ha una guida di centro-destra e che da qui alle prossime elezioni – per chi beninteso in tale schieramento si riconosce - sarà bene pensare ad un qualcosa di seriamente opponibile al successore di Ganau, allora non più ricandidabile.
Forse anche ad una leadership del tutto nuova?


Lettera firmata
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