Una targa alla Brigata Sassari
per la cooperazione in Afghanistan

Un momento della cerimonia (foto: Brigata Sassari)
Un momento della cerimonia (foto: Brigata Sassari)
SASSARI. Ieri mattina, presso la diga “Eleonora d’Arborea” sul fiume Tirso, a Busachi, nell'Oristanese, ha avuto luogo la cerimonia di consegna alla Brigata Sassari di una targa in ricordo della collaborazione fornita dalla Brigata Sassari in Afghanistan. Un riconoscimento per suggellare una collaborazione grazie a cui sarà possibile dotare la città di Herat, in Afghanistan, di una rete idrica moderna con l’intervento della Regione Autonoma della Sardegna e dell’Ente Acque della Sardegna (Enas).

A ricevere il simbolico dono è stato il Comandante della Brigata Sassari – Generale di Brigata Alessandro Veltri – il quale, alla presenza del Prefetti di Oristano, Giovanni Russo, di Cagliari, Giovanni Balsamo e di Nuoro, Pietro Lisi, di numerosi Sindaci del territorio, del Presidente dell’Ente Acque della Sardegna, Professor Sergio VACCA, di altre autorità civili e militari e di una nutrita rappresentanza di Sassarini, ha espresso sentimenti di gratitudine per l’attestazione di stima e al tempo stesso di riconoscenza per l’iniziativa intrapresa ad Herat dall’Enas. Un intervento importante come ha spiegato il Generale Veltri durante il suo intervento: «Per soddisfare una reale esigenza della popolazione afghana. L'accesso all'acqua, infatti, attraverso una gestione ispirata a criteri di efficacia, efficienza ed economicità, è un diritto umano, individuale e collettivo che oggi, grazie anche al determinante contributo del Regional Command West su base Brigata “Sassari”, potrà essere salvaguardato a tutto beneficio delle generazioni presenti e future degli abitanti della provincia di Herat».

Da tempo impegnato in attività di cooperazione internazionale, tra la fine di gennaio e i primi di febbraio di quest'anno, l'Enas è stato in Afghanistan per studiare quale tipo di interventi sono necessari per contribuire allo sviluppo della rete di distribuzione idrica di Herat, dove 500 mila persone convivono ancora con i problemi legati alla scarsità dell'acqua potabile. Una missione che, in un territorio così difficile, sarebbe stata impossibile senza il supporto della Brigata Sassari, che non solo ha ospitato i tecnici dell'Enas nelle strutture dell'Esercito per l'intera durata della loro permanenza, ma li ha anche accompagnati nei loro sopralluoghi fornendogli i mezzi per gli spostamenti e i propri uomini come scorta.

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