Tagli alle scuole elementari di Ozieri:
i genitori diffidano il dirigente

Chiesta un'ispezione dell'Ufficio scolastico regionale
Pinocchio, simbolo della scuola elementare di San Gavino (foto: Alessandro Tedde)
Pinocchio, simbolo della scuola elementare di San Gavino (foto: Alessandro Tedde)
OZIERI. Una diffida nei confronti del dirigente del primo circolo e una richiesta di ispezione all'Ufficio scolastico regionale. È arrivata ai piani alti dell'Istruzione sarda la battaglia per il tempo pieno alla scuola elementare "Giuseppe Garibaldi" di Ozieri. Dopo l'incontro di mercoledì con il provveditore agli studi della provincia di Sassari, le famiglie che per protesta avevano rinunciato all'ora di religione dei propri figli hanno deciso di passare alle maniere forti.

Così con una doppia mossa hanno prima diffidato il dirigente Francesco Sircana dall'applicare gli spostamenti degli insegnanti, poi hanno chiesto l'intervento degli ispettori regionali per verificare chi ha ragione sulla questione delle ore di lezione a scuola. «I genitori delle classi seconda, quarta e quinta sezione “A” diffidano la signoria vostra dall'applicazione dell'orario attualmente in vigore, in quanto contrasta con la normativa per l’anno scolastico 2011/2012», hanno scritto mamme e papà. Lo scontro è nato con lo spostamento di un insegnante da parte del dirigente, che ha trasferito i problemi dal tempo normale a quello pieno, sostengono i genitori. Così, ad anno scolastico in corso, i bambini si sono ritrovati con una sola maestra più una a rotazione, anziché con due come previsto dai programmi. È tutto qui il braccio di ferro tra le parti perché sulla carta le 40 ore di insegnamento ci sono, «ma a tutto svantaggio della didattica e in contrasto con le circolari 21 e 63 del ministero dell'Istruzione». Sarà l'Ufficio scolastico regionale a fare chiarezza su questo punto.

Intanto le decine di famiglie che per protesta hanno rinunciato all'ora di religione vanno avanti nella loro battaglia. Non si spiegano, infatti, perché con i tagli dei docenti siano state «penalizzate solo alcune classi». Per questo chiedono al dirigente di conoscere «quali criteri sono stati adottati per l’assegnazione degli insegnanti e degli orari» che hanno portato a un «caotico e illogico spostamento del personale che vede docenti con trent'anni anni di anzianità ruotare da una classe all’altra come pedine di un gioco confuso». A tutto questo si aggiunge il fatto che il professor Sircana ritiene illegittima la rinuncia all'ora di religione e non ha ancora dato il via alle attività alternative previste dai regolamenti.

Da qui l'iniziativa "Oggi a me, domani a te. Se la scuola fa un passo indietro sulla qualità del tempo pieno i genitori fanno un passo indietro sull'ora di religione". L'obiettivo è quello di fare fronte comune con tutte le scuole in affanno, estendendo la protesta oltre i confini locali. Perché nessuno può dirsi al sicuro dei tagli, è la sintesi del gesto, e contro l'impoverimento dell'istruzione ci vuole solidarietà tra le famiglie.
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