la giornata mondiale del donatore

Talassemia, sangue e trasfusioni
Medici e scrittori per un talk show

Ultimo giorno per "Movida por la vida"
Flavio Soriga (foto: Alessandro Addis, www.flaviosoriga.it)
Flavio Soriga (foto: Alessandro Addis, www.flaviosoriga.it)
ALGHERO. Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del donatore di sangue, il World blood donor day la città ospite è Barcellona mentre quella italiana, di origini catalane, è Alghero. E proprio nella cittadina sarda quella di oggi è l'ultima giornata di un evento durato un intero fine settimana “Una Movida por la Vida” che intende promuovere la donazione di sangue soprattutto da parte dei giovani ed esorcizzare la paura degli aghi. Tanto che lo slogan è proprio: New blood for the world (Sangue fresco per il mondo). Per farlo, gli organizzatori del Centro nazionale sangue insieme a Cives (Avis, Croce Rossa, Fides e Frates) hanno usato il linguaggio dell'horror e dei vampiri. Una serie di incontri, mostre e eventi a tema per cercare di far capire l'importanza della donazione, specie in una regione come la Sardegna dove si registra un'alta incidenza della talassemia, una malattia congenita del sangue i cui malati hanno bisogno di continue trasfusioni.

Il talk show.
Questa mattina come "speciale testimone normale" sarà ospite lo scrittore Flavio Soriga, un talassemico tra tanti che conduce un'esistenza ritmata dalle trasfusioni. Al Quartér Sayàl ci sarà proprio un talk show curato da Gloria Pravatà, direttore della Comunicazione del Centro nazionale sangue. Si analizzerà la situazione legata alle donazioni oggi in Italia e in Sardegna, alla costante necessità di trovare sempre nuovi volontari specialmente nella popolazione giovanile e sviscerare il tema della talassemia. Tra gli ospiti anche il professor Renzo Galanello, direttore del Centro di microcitemia di Cagliari, il professor Antonio Amato, direttore del Centro studi microcitemie di Roma e il dottor Giuliano Grazzini, direttore del Centro nazionale sangue. Flavio Soriga si considera un ammalato sano e lo scrive anche nei suoi libri, tra cui Sardinia Blues in cui racconta il suo quotidiano: «Ogni due settimane vado in ospedale a fare il pieno, seicento grammi di sangue di generosi sconosciuti di chissà quale etnia o credo o classe sociale o religione. Mi sparo due sacche di sangue, in vena, come una pera gigante di globuli rossi. Da quando sono nato ogni quindici venti giorni passo tre ore in una corsia di ospedale a fare una trasfusione, qualunque sia la città in cui vivo è [..] cerco di avere ovunque un ospedale in cui mi conoscono, i miei pusher emeoglobinici statali».

I numeri della talassemia. Nel mondo, secondo i dati forniti dal portale Sardegna salute e dal Centro nazionale sangue, l'1,5 per cento della popolazione mondiale, per un totale di 90.000.000 di persone, è portatore di beta-talassemia. I malati sono circa 3 milioni, ogni anno sono 330 mila i bambini che nascono affetti da sindromi talassemici: di questi il 17% è affetto da talassemia. L’Italia è uno dei paesi più colpiti : si contano 7000 malati e 3.500.000 portatori sani, concentrati nelle zone della Sardegna e Sicilia, le regioni meridionali e la zona del delta padano. La trasmissione genetica è molto alta, da due portatori sani nascerà nel 25% dei casi un figlio talassemico.

Le trasfusioni in Sardegna. C'è sempre bisogno di sangue nell'isola e in Italia, secondo l'Avis regionale mancano all'anno manca il 30 per cento circa del fabbisogno di sangue. «In realtà – replica Giuliano Grazzini, direttore del Centro Nazionale Sangue- l’autosufficienza del Paese è garantita grazie ad una programmazione che prevede la compensazione fra regioni e quindi anche in Sardegna che presenta la carenza strutturata più importante e non potrà mai raggiungere questa “autonomia”, in ragione dell’altissimo numero di pazienti affetti da emopatie congenite, esiste un buon livello di donazione (42 unità/1000 pop/anno), che è sostanzialmente in linea con la media nazionale, nonostante appunto l’ampia diffusione nella popolazione autoctona di portatori sani che possono avere accesso limitato alla donazione. Gli ultimi dati censiti dalla nostra rilevazione che ci serve per confezionare la programmazione annuale, confermano infatti per la Sardegna, il più alto fabbisogno trasfusionale regionale (63,7 unità ogni 1000 persone all'anno), ma anche una crescita significativa dei donatori periodici (dai 21,60 ogni 1000 abitanti del 2007 ai 26,46 del 2009), tuttavia il vero problema da affrontare in tutto il Paese è la “latitanza” delle nuove generazioni che fanno fatica ad “appassionarsi” a questa forma di volontariato».
Nel 2009 si registrano 2,5 milioni di unità di sangue donato con un incremento del 2,5% rispetto all'anno precedente.


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Immagini articolo
  • Flavio Soriga (foto: Alessandro Addis, www.flaviosoriga.it)
  •  (foto: www.tiomed.com)