Ancora occupata l'ex questura
Continua la protesta degli artisti

Dal 26 maggio sono in attesa di una risposta politica
di Valentina Guido
 (foto: Forze DisarmArti)
(foto: Forze DisarmArti)

SASSARI. Gli artisti sono ancora all'interno dell' ex questura di Corso Angioy e non hanno nessuna intenzione di andar via: continua l'occupazione iniziata il 26 maggio scorso con l'obiettivo di trasformare in laboratorio culturale un luogo tradizionalmente votato al controllo sociale. Le associazioni a sostegno del progetto, che erano 14 il 31 maggio, ora sono più di venti. «Ci ha fatto molto piacere il comportamento dell'associazione Time in jazz, che ci ha telefonato per esprimere solidarietà- racconta il portavoce degli occupanti, Valdo di Nolfo- e così stanno facendo tanti semplici cittadini: vengono qui per vedere cosa stiamo facendo, ci portano materiale artistico, ma anche cibo e tutto quello che può servirci per pulire e mandare avanti questo posto».

Il passaparola funziona, soprattutto quello che viaggia su internet attraverso i social network: il gruppo di ForzeDisarmarti su Facebook ha già quasi 300 amici. Sulla bacheca si possono leggere gli appuntamenti culturali organizzati dagli artisti: il prossimo è un laboratorio teatro-musico-visivo Feedback, a cura di Marco Boscani, che si terrà mercoledì 16 giugno dalle 10 alle 13. Per iscriversi basta mandare un'email a forzedisarmarti@gmail.com o telefonare al numero 3886510415. «Ormai le proiezioni sul muro del Provveditorato sono quotidiane e partecipano molte persone. Anche alle assemblee intervengono in tanti per portare idee e proposte». La prima uscita pubblica degli artisti dall'ex questura è avvenuta il 2 giugno in occasione del mercatino della solidarietà: il movimento ForzeDisarmarti ha mostrato alla gente le opere realizzate in questi giorni. «I sassaresi hanno reagito bene, con grande interesse- dichiara Valdo di Nolfo- e noi andremo avanti: vogliamo proseguire il progetto collettivo di video arte Stanza 66». La stanza 66 è quella in cui si svolgevano gli interrogatori: chi ha subito arresti o fermi di polizia racconta la propria esperienza, sempre in quella stanza, «in un percorso che simboleggia la riappropriazione, per fini culturali, di un luogo votato alla repressione».

Ma dal punto di vista politico niente si muove: dopo esser venuta a trovare gli artisti prima delle elezioni, la presidente della Provincia Alessandra Giudici non è più tornata. «Ma immagino che ora sia impegnata a formare la giunta. Questo lo capiamo, ma rimaniamo in attesa di un segnale. Vogliamo che la politica capisca che sappiamo lavorare», conclude Valdo di Nolfo. In un primo tempo si era parlato di concedere agli artisti lo spazio del museo di arte contemporanea Masedu.

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