la vertenza

Vinyls, nuovo bando internazionale
Ma niente riavvio degli impianti

 (foto: SassariNotizie.com)
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PORTO TORRES. Tempi lunghi per una vertenza senza fine. C'è ancora un bando internazionale sulla strada della Vinyls, ma ancora non si parla del riavvio degli impianti, questione considerata primaria da lavoratori e sindacati. È questo il risultato dell' incontro di oggi a Roma al ministero dello Sviluppo economico proprio sul futuro degli impianti di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna.

Il bando e i tempi.
Sarà pubblicato entro un mese il nuovo bando internazionale per la cessione della Vinyls, assicura il Governo. Sulla carta nuove condizioni con, parrebbe, la disponibilità di Eni a collaborare: le forniture e le utilities - si legge in una nota - saranno garantite a condizioni eque per tutti e gli asset per l'integrazione del ciclo del cloro (ancora di proprietà di Eni) saranno cedibili. Infine, l'acquirente dovrà essere finanziariamente solido e affidabile e dovrà garantire una continuità per quattro anni.

L'incontro.
A Roma, alla presenza del sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Stefano Saglia c'erano i rappresentanti degli enti locali, i sindacati e i commissari straordinari della Vinyls che gestiscono da un anno la società. Assente Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna rappresentata dall'assessore all'Industria Sandro Angioni, presenti anche la presidente della provincia di Sassari Alessandra Giudici e il sindaco di Alghero, Marco Tedde.

Le prime dichiarazioni.
«La strada per la salvezza della Vinyls è il nuovo bando di gara internazionale che il Governo intende pubblicare in meno di un mese. Al momento ci sono due nuove condizioni positive che rendono più appetibili gli impianti ai potenziali acquirenti: la disponibilità dell’Eni a fornire le utilities a condizioni eque per tutti e l’integrazione del ciclo del cloro (ancora di proprietà di Eni)». Così riferisce l’assessore dell’Industria Sandro Angioni al termine dell’incontro svoltosi oggi al Ministero dello Sviluppo Economico.

Il sindacato. Sull'incontro di oggi al ministero dello Sviluppo la Cgil esprime un giudizio del tutto negativo: «Al di là delle dichiarazioni d'intenti sull'importanza strategica dell'industria chimica – ha commentato il segretario regionale responsabile dell'industria Michele Carrus - il governo nazionale non mostra un interesse serio e concreto alla risoluzione della vertenza che coinvolge migliaia di lavoratori». Secondo il sindacato di fronte al ritiro di Ramco infatti, il governo non ha alcuna proposta alternativa se non quella di rinnovare un bando nel quale cercherà di favorire in tutti i modi la vendita, anche con la cessione di asset Eni. Però il nodo centrale della questione, cioè il riavvio immediato delle produzioni chiesto a gran voce da sindacato e lavoratori, non è stato sciolto: «Se si vuole davvero favorire il rilancio del settore, anche in una logica di filiera – ha aggiunto Carrus – è indispensabile mettere in marcia gli impianti per renderli appetibili e limitare costi aggiuntivi per un eventuale acquirente». Negativo anche il giudizio sull'operato della Regione Sardegna, Carrus afferma che «Dovrebbe far sentire la propria voce in modo più autorevole e impegnarsi rapidamente per rimuovere le cause dei ritardi della cassa integrazione». Al sindacato non piace neanche quanto fatto finora dai commissari Vinyls «con un atteggiamento negativo rispetto al riavvio degli impianti, che appare in contrasto con il loro stesso mandato».

Il governo.
«La questione Vinyls - ha precisato Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico con delega alla gestione tavoli aziende in crisi, che ha presieduto la riunione, necessita della massima trasparenza possibile e di un percorso lineare nella trattativa. Abbiamo intrapreso un nuovo percorso che speriamo porti a risultati positivi».

Il riavvio degli impianti. Nulla da fare per il riavvio degli impianti (fermi da otto mesi) che lavoratori e sindacati aspettavano come condizione base per evitare la svendita al ribasso. Nel corso della riunione si è deciso che tutti gli indicatori economici sconsigliano il riavvio degli impianti, sia per i costi complessivi, sia per le dinamiche di mercato.
Prossima tappa tra più di un mese, per venerdì 23 luglio.

Isola dei cassintegrati. A Roma c'era anche una delegazione degli operai che occupano da ormai 111 giorni (quasi quattro mesi) l'isola dell'Asinara ribattezzata isola dei cassintegrati. Sulla pagina di Facebook dedicata ai protesta che conta più di 100mila sostenitori in tanti aspettano i risultati dell'incontro, scrivono frasi di solidarietà e fanno di conto tra i soldi a disposizione dei commissari straordinari e l'immediato futuro chimica a Porto Torres. Dopo l'annuncio del nuovo bando internazionale previsto tra un mese dal governo, la sensazione è che si stia prendendo tempo. Tangibile, come prevedibile, anche la delusione per il mancaro riavvio degli impianti.
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