Ipab Ploaghe, lavoratori sul campanile
«Vogliamo risposte da Cappellacci»

 (foto: Giovanni Salis, per gentile concessione)
(foto: Giovanni Salis, per gentile concessione)
PLOAGHE. Stamattina, sei lavoratori del San Giovanni Battista sono saliti e hanno occupato il campanile della chiesa di San Pietro a Ploaghe per rilanciare ancora una volta il grido d'allarme sulla difficile situazione finanziaria dell’ente. "20 milioni sono i debiti strutturali - spiega Antonio Monni, della Fp Cisl -, solo negli ultimi 4 anni in regime di commissariamento, a causa delle indecisioni politiche per salvare la struttura, i debiti accumulati sono di 4 milioni. Stipendi pagati in forte ritardo e l’incertezza sul futuro hanno indotto i lavoratori all’ennesima iniziativa per attirare l’attenzione della politica regionale affinché si adoperi con sollecitudine per approvare la legge che prevede la soppressione dell’ente e il trasferimento dei beni e personale alla ASL n.1 di Sassari".

Oltre ai numerosi attestati di solidarietà giunti da più parti, la presidente della Provincia, Alessandra Giudici, ha fatto visita ai lavoratori asserragliati sul campanile alto 30 metri. "La presidente - aggiunge Monni - ha preso l’impegno di scrivere una nota urgente al presidente della Giunta, Ugo Cappellacci, affinché dia risposte urgenti ai lavoratori. Il sindaco di Ploaghe invece ha ricevuto notizie dirette dall’assessore regionale alla Sanità, Simona De Francisci, la quale ha assicurato tutto il suo impegno, e gli ha chiesto di comunicare ai lavoratori che il disegno di legge che prevede il passaggio diretto del personale alla Asl è nel calendario dei lavori del Consiglio regionale". Da Cagliari è arrivato anche il messaggio di solidarietà del vicepresidente del Consiglio, Mario Bruno: "Ora bisogna agire con urgenza - ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio regionale Mario Bruno (Pd) sollecitando l'attivazione di procedure abbreviate affinché il provvedimento possa essere subito esaminato dall’Aula -. Solo così potranno essere garantiti il futuro occupazionale dei 200 dipendenti e la continuità assistenziale ai pazienti, tra i quali oltre 400 persone portatrici di disabilità grave. Attualmente la Fondazione ha accumulato un debito con l’Inps pari a 20 milioni di euro. Con la proposta di modifica della legge 23 del 2005 si punta alla trasformazione della forma giuridica degli ex Ipab (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza) che eviterebbe la chiusura della struttura riabilitativa di Ploaghe, fondamentale per il sistema socio-assistenziale dell’intero Nord-Sardegna".

I lavoratori, però, sono stufi di promesse senza fatti concreti e chiedono che il presidente Ugo Cappellacci faccia chiarezza sulle reali volontà della Giunta e dell’intero Consiglio Regionale, recandosi a Ploaghe a spiegare di persona al sindaco, sindacati e lavoratori quali prospettive e sopratutto con quali tempi intende portare a termine il percorso di riordino giuridico dell’Ipab, rendendo esigibile e praticabile con una norma di legge la soppressione dell’ente e il suo contestuale trasferimento di beni, attività e personale alla Asl di Sassari.

Intanto il presidio di mobilitazione resta in piedi in attesa di vedere fatti concreti rispetto agli impegni giunti in mattinata, diversamente la protesta andrà avanti, non escludendo iniziative più incisive per un’auspicata soluzione della vertenza che ormai dura da 20 anni.

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