Mostra sui caffé storici sassaresi
Prorogata sino al 5 gennaio

Archivio storico comunale (foto: SassariNotizie.com)
Archivio storico comunale (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Sarà prorogata fino al 5 gennaio prossimo la mostra dedicata ai caffé storici della città di Sassari, allestita dall’associazione culturale Aristeo nelle sale espositive dell’archivio storico del comune (via Insinuazione 31). Visto il grande successo di pubblico, i promotori dell’importante iniziativa, d’intesa con la direzione dell’istituto comunale sassarese, hanno deciso di prolungare l’apertura della mostra la cui chiusura era prevista per il 31 dicembre.
Un grande successo, dunque, decretato non solo dal tema certamente affascinante, ma anche dal prestito di alcune famiglie sassaresi che, in itinere, hanno contribuito ad arricchire la mostra di alcuni pezzi importanti. Preziosi esemplari, datati fine Ottocento, che hanno reso l’esposizione ancora più interessante incrementando ulteriormente il dato relativo alle visite. Si tratta, ad esempio, di una lastra di vetro cromato, in stile Liberty, salvata dalla demolizione della “gabbia” dello storico caffé Sechi, attivo in piazza Azuni dai primi decenni del secolo appena trascorso. E non sarebbe l’unico. Altri frammenti, appartenuti alla struttura di quel locale, circa un centinaio di pezzi, sarebbero stati salvati e sarebbero in possesso di altrettanti appassionati di cose antiche. Il secondo esemplare esposto dopo l’inaugurazione della mostra è una lattiera in peltro che apparteneva al corredo di servizio del “Caffé Sassarese”, marchiata sul fondo dal nome dell’esercente – lo svizzero Famos – e datata fine Ottocento. Ancora, alcuni dettagli iconografici, con il ritratto di Giacinto Lucchi, fondatore del “Caffé Roma”, insieme a una veduta dell’ingresso. Un gran finale, dunque, per l’esposizione allestita dall’associazione culturale Aristeo, a cui va il grande merito di avere saputo rievocare un periodo storico relativamente recente, ma abbastanza remoto da essere ricordato come un’epoca mitica.

Attorno a quei locali, infatti, nasceva una città nuova e moderna, fatta di chiacchiere e mondanità, dove la convivialità e la socialità si mescolavano al desiderio crescente di affrancarsi da concezioni vecchie e superate. Nelle città della penisola, in piena età Risorgimentale, in quei Caffé è stata scritta buona parte della storia d’Italia, quando frequentare quei locali significava incontrare D’Azeglio e Cavour, a Torino, oppure Wagner, Listz, Schopenhauer e Mendelssohn a Roma.
Anche a Sassari in quel periodo nacquero caffé poi divenuti storici, fulcro di quegli avvenimenti culturali e mondani che hanno fatto la storia recente della città. Era la stagione aurea dei noti e frequentatissimi Bossalino, Roma, Mortara (poi Svizzero, Sassarese e Martini), Il Caffé dei Portici, del Giardino e del Corso. Partendo dalle descrizioni dello storico Enrico Costa e attraverso i numerosi riferimenti rilevati dalla produzione giornalistica, archivistica e storiografica del tempo, l’associazione culturale Aristeo, presieduta dall’archeologa Simonetta Castia, in collaborazione con l’Archivio storico comunale, diretto da Paolo Cau, ha allestito questa mostra, curata dall’architetto Stefano Serio, grazie alla quale è stato possibile ripercorre gli anni d’oro di quei locali.

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