Il prezzo della benzina è alle stelle:
sfiorata la soglia di 1,8 euro al litro

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Sono tempi duri per gli automobilisti. Questa mattina il prezzo della benzina ha toccato in alcuni rifornitori l'impressionante soglia di 1,8 euro al litro: un numero da record che ormai inizia a farsi sentire sui portafogli sempre più vuoti degli italiani. Si calcola che, di questo passo, viaggiare sulle quattro ruote costerà in media tra i 200 e i 300 euro in più ogni anno. Il motivo di questo verticoso aumento, come è noto, non è causato dal prezzo del petrolio (il quale, anzi, è diminuito rispetto all'anno scorso), ma va ricercato nella continua corsa al rialzo dei carburanti, che ha avuto un'impennata con l'aumento delle accise di 10 centesimi di inizio dicembre, le quali si sommano a una lunga serie di tasse già imposte dal governo Berlusconi. Nel mare degli aumenti c'è chi cerca di salvarsi affidandosi agli strumenti tecnologici, come una "app" dell'iPhone che consente scovare il distributore più a buon mercato. Ma è chiaro che la situazione sta diventando insostenibile, soprattutto per i consumatori.

Il "caro-benzina", indatti, non è un fenomeno a sé. Le associazioni dei consumatori da tempo ripetono che questa ondata di aumenti avrà l'effetto di spingere all’insù i prezzi dei prodotti agro-alimentari, soprattutto frutta e verdura, che dal campo alla tavola viaggiano per oltre l’80% su gomma, e mette a serio rischio il futuro di tantissime serre e aziende agricole, per molte delle quali si prospetta addirittura la chiusura. Solo nel 2011 le imprese del settore primario hanno sostenuto un costo aggiuntivo di oltre 2 miliardi di euro, proprio a causa dei continui aumenti dei carburanti, ormai arrivati a livelli record. Dal 1° gennaio, poi, si faranno sentire anche le varie addizionali regionali: una sorta di "federalismo delle accise" che non lascia scampo. La mappa dei rincari parla chiaro: Marche e Toscana guidano la classifica con un aumento dell'imposizione fiscale sulla benzina rispettivamente di 5,58 e di 5 centesimi al litro, seguite da Umbria (4 cent), Lazio (2,58 cent) e Liguria (2,42 centesimi). Per una volta, i sardi si possono dire fortunati: l'isola non è presente tra le regioni che hanno scelto di percorrere la strada dei rincari.



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