disabili sempre più soli

Manovra, i tagli di Tremonti
colpiscono anche le persone down

Non potranno più godere dell'assegno mensile di 256 euro. Dure critiche da parte delle associazioni di volontariato
di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
 (foto: milanosanita.it)
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SASSARI. Non solo magistrati e maestre. Il cerchio delle persone colpite dai tagli di Tremonti include purtroppo anche i disabili. In un articolo della manovra si legge infatti che verrà alzato all’85 per cento il grado di invalidità richiesto per ricevere un assegno mensile dallo Stato. Il governo dice che la decisione di alzare la soglia è dovuto alla lotta ai falsi invalidi. Ed è per questo motivo che è stato formulato l'articolo 10 della manovra "anti sprechi" dove si dice a chiare lettere che il livello di disabilità necessario per godere dell'assegno di accompagnamento passerà dal 74 all'85 per cento. Ma il problema è che questi tagli colpiranno tanti "veri" invalidi. Una volta tradotta in legge, questa misura dunque avrà la disastrosa conseguenza di escludere dai contributi tutte le persone down, che normalmente hanno un grado di invalidità del 75 per cento. In base ai primi calcoli circa 38mila persone in tutta Italia non avranno più i 256 euro al mese.

Gavino Manunta, dell'associazione "La Sorgente" di Sassari, non usa mezze parole nel commentare questa legge. «In questo momento sono al mare con circa 50 disabili, e posso dire con certezza che se questa legge verrà approvata molti di loro perderanno il contributo. Si parla giustamente delle persone down - dice Manunta, ma l'innalzamento della soglia coinvolgerà anche molti altri disabili e anziani, alcuni dei quali sono qui con me al mare». Manunta considera "scellerata" questa scelta del governo. «I politici possono risparmiare su tutto quello che vogliono, ma non di certo sui più deboli. Siamo in un momento in cui i disabili e i loro familiari si sentono particolarmente soli. Noi con la nostra associazione cerchiamo di aiutare la famiglie, ma questa legge va esattamente nalla direzione opposta: isolare le famiglie dei disabili in un baratro di silenzio».

Intanto il Coordown, coordinamento di 80 associazioni che promuovono i diritti delle persone down, ha inviato una lettera per chiedere un passo indietro al governo: «Dai dati in nostro possesso risulta che soltanto il 10% delle persone con sindrome di Down accede ad un lavoro retribuito, per cui moltissime rimarrebbero senza alcun reddito. Si chiede che il Governo possa rivedere quanto previsto nella manovra finanziaria poiché è fuori discussione che le persone down, avendo un’alterazione di tipo cromosomico, hanno un’invalidità sulla quale non può essere posto alcun dubbio e la nostra società ha il dovere di tutelarle, mantenendo i riconoscimenti fino ad oggi acquisiti».

Il governo risponde con una promessa. «Voglio rassicurare in primo luogo le associazioni e tutti quanti pongono ancora oggi la questione della norma sulla soglia di invalidità. Non ci sarà alcun innalzamento della soglia dal 74% all'85% per ottenere il diritto all'assegno mensile", ha dichiarato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Il governo - ha aggiunto il senatore - si è subito mostrato sensibile su questo punto e lo stesso ministro Tremonti ha dato il suo via libera perché questo punto della manovra correttiva sia cancellato».

Ma a parte queste dichiarazioni, finora non è stato presentato ancora alcun emendamento al testo della manovra. Il decreto legge dovrà essere convertito in legge dalla Camera entro il 30 luglio prossimo. Quindi per eventuali modifiche i tempi iniziano a essere veramente stretti.


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