le statistiche

La crisi non ferma il gioco d'azzardo
Sassari supera Roma e Napoli

di Michele Spanu
 (foto: Wikimedia Commons Rocket000)
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SASSARI. Ha la licenza media inferiore, beve alcolici e fuma. E' questo l'identikit del giocatore d'azzardo che si aggira per sale da gioco e ricevitorie di tutta Italia: un ritratto reso possibile grazie a una ricerca condotta su scala nazionale che lancia un forte allarme sul fenomeno. Secondo gli ultimi dati, appena pubblicati da una rivista specialistica, 4 italiani su 10 hanno giocato delle somme di denaro almeno una volta nel corso del 2011. Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, spiega che ormai il fenomeno è dilagante, tanto da coinvolgere circa 17 milioni di persone in tutta Italia: "una sorta di epidemia sociale - dice - che condiziona molte famiglie". E se i giornali ci ricordano che in tempi di crisi le famiglie stanno riducendo i consumi in ogni settore, questa ricerca dimostra, nero su binaco, che i problemi economici non frenano affatto l'ondata di giochi online, lotterie e gratta e vinci ma, al contrario, portano sempre più persone alla ricerca della dea bendata.

NELL'ISOLA. Il mese scorso l’Agicos (Agenzia Giornalistica Concorsi e scommesse) ha tracciato il bilancio del 2011, un anno record per le giocate in cui nonostante la crisi gli italiani hanno speso 76,1 miliardi di euro per tentare la fortuna. E secondo le stime, la Sardegna non è immune dalla febbre del gioco. Anzi. In base al rapporto stilato a livello nazionale, la provincia di Sassari con una spesa media di 1396 euro pro capite si posiziona al primo posto in Sardegna, ben al di sopra rispetto alla spesa media registrata in grandi città come Roma e Napoli. Sono numeri che preoccupano non poco e che possono essere compresi soltanto alla luce di un disagio sociale sempre più forte. Ad essere più esposta è la popolazione maschile, di qualsiasi età. “Gli uomini giocatori sono il 56% tra i 15-24enni e il 54% tra gli adulti. Il 10% dei giovani maschi giocatori rischia di sviluppare dipendenza da gioco d’azzardo, cioè cinque volte di più rispetto alle coetanee, anche se la popolazione femminile ha probabilità doppia di cadere nel gioco problematico rispetto agli uomini nella fascia 25-64”, aggiunge la ricercatrice del Cnr.

RISCHIO DIPEDENZA. Anche il livello di istruzione e la concomitanza di altre problematiche ha la sua influenza, soprattutto nella fascia giovanile. "I giocatori 15-24enni in possesso della sola licenza media inferiore, uomini e donne, cadono maggiormente nella dipendenza rispetto a chi ha conseguito la laurea. Inoltre, tra i giovani che usano tranquillanti tale possibilità è tripla, mentre per chi fuma oltre 11 sigarette al giorno e per chi ha un profilo di alcolismo è doppia", conclude Molinaro. Una vera e propria dipendenza, che però non viene efficacemente contrastata anche perché comporta vantaggi particolarmente consistenti per lo Stato e per le principali società che gestiscono i giochi. Non sono da sottovalutare anche i Gratta e vinci con cui sperare in vittorie immediate, un gioco diffuso e praticato maggiormente nel sud. In questo caso la Sardegna è sotto la media italiana: Napoli spende più di 500 milioni di euro, Bari 482 milioni, Palermo 342 milioni.


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