Sanità, un cantiere a cielo aperto
Ma la riforma ha bisogno di tempi certi

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". Con queste parole l'articolo 32 della Costituzione pone le basi di tutto il sistema sanitario. Un sistema che da sempre è alle prese con tagli, concorrenza di privati, difficoltà varie e lottizzazioni politiche. Questa mattina si è parlato di come superare tutti questi ostacoli per mantere alta la bandiera di una sanità giusta, equa e di qualità, che sia ovviamente accessibile a tutti. Il confronto sul tema è avvenuto durante un convegno che si è svolto nella sede della Camera di commercio di Sassari in via Roma.

Il dibattito "L'equità in sanità", organizzato dall'Adms, associazione diabete mellito Sardegna, è stato introdotto da Massimo Temussi, direttore generale dell'assessorato regionale alla Sanità. Temussi ha ricordato che la sanità in Sardegna è purtroppo ancora un "cantiere a cielo aperto". Le aziende sanitarie sono commissariate in attesa di una riforma strutturale della Regione. Riforma tanto attesa in Sardegna per dare una seconda vita a questo settore, che nella nostra isola deve fare i conti con una congenita mancanza di servizi.

Antonmichele De Tura, consigliere della Corte costituzionale, ha rimarcato il problema della legislazione in materia di sanità. «La riforma del titolo V della Costituzione ha appiattito le competenze di tutte le regioni. Quindi la Sardegna non può godere di nessuna particolare autonomia legislativa in materia. Ma per molti anni la legislazione della Regione in ambito sanitario è stata quasi assente: soltanto nel 1988 c'è stata la prima legge regionale per il riordino delle funzioni socio-assistenziali». La buona notizia è che lo Stato, che normalmente impugna molte leggi regionali davanti alla Corte costituzionale, non ha presentato alcuni ricordo contro questa riforma. Il consigliere De Tura chiede "meno incertezza" alla Regione. Il riordino della sanità è fondamentale perché non si può vivere in uno stato di perenne emergenza.


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