"La grande distribuzione straniera
ucciderà il commercio sassarese"

di Valentina Guido
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Continua la riflessione del Partito sardo d'azione sulla grande distribuzione e gli schiavi del terzo millennio. Il giudizio dei consiglieri comunali Antonio Cardin e Giancarlo Serra non può che essere più severo, a seguito dell'approvazione della legge, voluta dal governo Monti, che permette le “aperture selvagge” dei negozi.

L'assessore regionale al Commercio Luigi Crisponi, l'assessore comunale Gianni Carbini, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali e tutti gli attori interessati dovrebbero mobilitarsi contro il rischio più grande che arriva dai gruppi stranieri. Scrive Cardin: “La grande distribuzione non italiana vuole assestare il colpo di grazia al piccolo commercio del sassarese per, evidentemente, fare cartello nell’immediato futuro.

"Come non vedere lo sforzo economico, che solo alcune aziende possono permettersi, di aprire le domeniche solo e soltanto per far chiudere le aziende locali? Come non leggere le statistiche che parlano di una drastica riduzione dei consumi?
Come non capire che i soldi dei sassaresi non aumentano con l’aumentare dei giorni di apertura? Come non capire che, economicamente, un giorno di apertura in più fa aumentare i prezzi al consumatore? Come non capire che, se queste aziende sono disposte a sacrificare milioni di euro oggi, lo fanno solo per poter operare domani in regime di cartello se non addirittura di monopolio? Come non capire che più si riducono oggi i numeri delle aziende di distribuzione e più i nostri piccoli produttori domani saranno costretti a svendere il loro prodotti per poter sopravvivere?”

Conclude Cardin: “Tutti contro la grande distribuzione, tutti contro questi mostri di cemento industriale che hanno distrutto economicamente il centro storico, il suo tessuto sociale e il nostro commercio cittadino, tutti contro... ma nessuno fa niente, d’altra parte, se ciò che diciamo noi non fosse vero come mai la stragrande maggioranza dei titolari dei negozi che operano nei centri commerciali non vogliono le aperture domenicali se non nei periodi dei saldi e delle feste natalizie?.
I grandi produttori e distributori sardi non vogliono aprire la domenica?.
Tutti i lavoratori sarebbero felicissimi di non essere più schiavi del loro lavoro domenicale, di non dover sostenere spese per l’affidamento dei figli la domenica o dell’assistenza dei propri anziani genitori, di poter passare un maggior numero di domeniche in famiglia e di poter essere finalmente clienti delle attività di turno?”
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