Licenziamenti a Sardegna 1
Pagina nera dell'informazione locale

"I lavoratori non sono marionette né giocatori di calcio"
di Valentina Guido

SASSARI. Sui licenziamenti di cui sono stati vittima tre giornalisti di Sardegna 1 nei giorni scorsi interviene anche il CoReCom, Comitato regionale per la comunicazioni, riunitosi stamattina per fare il punto sulla vertenza che ha messo in subbuglio il mondo dell'informazione. In un comunicato stampa piuttosto breve, l'organismo di garanzia riflette sulla “crisi che attraversa il Paese”, particolarmente sentita dal settore delle tv locali che ha dovuto affrontare il passaggio dal sistema analogico a quello digitale terrestre. Una situazione che “ha comportato, da un lato, una notevole contrazione degli introiti pubblicitari e, dall’altro, consistenti esborsi per la necessaria trasformazione degli impianti, spesa che i contributi statali non sono stati sufficienti a colmare. La riprova viene dalla circostanza che, per la prima volta, alcune aziende televisive hanno dovuto ricorrere alla cassa integrazione”. Il CoReCom fa appello alle istituzioni regionali affinché diano un contributo fattivo al superamento di questa fase critica, evitando “che vengano ridotti i posti di lavoro”. Una piccola tirata d'orecchie anche alle aziende televisive: “È quanto mai opportuna una corretta e trasparente utilizzazione dei contributi pubblici che vengono erogati alle tv soprattutto per garantire il mantenimento dei livelli occupativi”.

Il riferimento è ovviamente a Giorgio Mazzella, imprenditore di Arbatax impegnato su più fronti, presidente della Banca di Credito sardo ed editore dell'emittente televisiva Sardegna 1, oggi sotto la lente d'ingrandimento della Federazione nazionale della stampa. Il 5 gennaio, in tempo per la calza della Befana, Mazzella, per problemi di bilancio, ha fatto partire tre lettere di licenziamento con effetto immediato destinate ad altrettanti giornalisti: Gianni Zanata, Piersandro Pillonca e Andrea Sanjust. Subito è intervenuta la Federazione nazionale della stampa e l'Assostampa sarda con Franco Siddi e Francesco Birocchi, che hanno usato parole molto dure contro l'editore. Un primo risultato è stato ottenuto: i licenziamenti sono stati sospesi e oggi è in programma una riunione tra l'amministratore e i sindacati. Nel frattempo, come hanno fatto sapere l'Associazione della stampa sarda, la Slc Cgil e la Uilcom, è stato congelato lo sciopero che era stato annunciato il 5 gennaio stesso e che sarebbe dovuto durare fino a domenica.
Come è ovvio, il clima che si è creato tra la Federazione nazionale della stampa e Giorgio Mazzella è molto teso: l'imprenditore ha accusato la Federazione di aver risposto con “velenoso attacco personale nei confronti dell'editore puerilmente accusato di ineducazione e scarso garbo in un contesto nel quale, pur in una situazione di estrema delicatezza per il futuro dell'emittente, l'editore ha mostrato di voler percorrere tutte le strade alternative a questa scelta dolorosa”.

La Fnsi ha affermato che “i lavoratori e i giornalisti non sono marionette, né giocatori di calcio per puntate e paghe a premio. E un uomo pubblico come il Signor Mazzella non dovrebbe aver bisogno neanche di farselo ricordare. L'unico sdegno da avere in questa vicenda- ha detto ancora il sindacato- sono i licenziamenti ritorsivi e ingiustificabili, a fronte di una massima disponibilità negoziale. Se l'editore ha una sensibilità sull'argomento avrà modo di metterla sul tavolo sindacale dove la rappresentanza dei giornalisti avrà un comportamento leale e rigoroso”.

Comunque vada a finire, si tratta di una pagina nerissima per la Sardegna, che ha messo in luce la fragilità del mondo dell'informazione e l'arbitrarietà con cui- secondo la Fnsi- ci si permette di ignorare il contratto collettivo nazionale.

© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo