Tirrenia, la Commissione Europea
non è convinta: «Rischio monopolio»

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
 (foto: SassariNotizie.com)
(foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Il dossier sulla privatizzazione della Tirrenia è stato bloccato dal Garante Ue per la concorrenza. Non è uno stop definitivo, ma Bruxelles vuole vederci chiaro sul passaggio della compagnia di bandiera alla Cin, la cordata di imprenditori campani composta da Vincenzo Onorato (Moby), Gianluigi Aponte (Snav-Gnv) e Manuel Grimaldi (Grimaldi). L'antitrust europeo da tempo ha avviato un'indagine approfondita sull'operazione a seguito dei diversi dubbi sul passaggio di controllo che sono sorti dopo l'indagine preliminare. Due giorni fa la Commissione Europea ha però scelto, "aprendo un’indagine approfondita sull’acquisizione", di prendere ancora tempo prima di dare un definitivo placet all’operazione. "Alla luce dei risultati dell’indagine preliminare di mercato" si legge nella nota del commissario Almunia "la Commissione ha espresso serie preoccupazioni sulla conformità dell’operazione alle norme in materia di concorrenza, in particolare perché le parti in causa detengono congiuntamente quote di mercato molto elevate – ove non una vera e propria posizione di monopolio - su numerose rotte marittime italiane, segnatamente su alcune rotte da e verso la Sardegna". Ora la Commissione ha 90 giorni lavorativi, ossia fino al 4 giugno, per poter decidere in modo definitivo se la concentrazione ostacola in modo significativo la concorrenza all'interno dello spazio economico europeo.

COSA CAMBIA. La decisione di Bruxelles, o meglio i suoi dubbi, potrebbero aprirà nuovi scenari all'orizzonte. Alcune fonti riferiscono che per evitare problemi Aponte e (forse) Onorato potrebbero defilarsi, lasciando a Grimaldi il compito di acquisire la compagnia di bandiera in quanto si tratta dell’unico dei tre a non operare sui traffici serviti oggi anche da Tirrenia. In ogni caso si tratta di una battaglia vinta dalla giunta Cappellacci, che fin da subito, ha sostenuto quanto scritto nella nota di Almunia. E cioè il rischio di un concreto monopolio. Diverso il parere della Cgil regionale, che approfitta della decisione per lanciare un duro atto di accusa verso la giunta e verso l'operazione flotta sarda. ''Il nodo del problema - spiega Carrus - non è continuare a gestire navi e linee, peraltro in modo così maldestro e antieconomico - ma ridefinire la questione della mobilità dei sardi nel suo complesso, a partire da una gara internazionale che assicuri la continuità territoriale marittima, sulla base di una convenzione tutta da riscrivere, con linee, frequenze, navi e regole che rispondano alle reali esigenze dei sardi''.


© Riproduzione non consentita senza l'autorizzazione della redazione
Immagini articolo
  •  (foto: SassariNotizie.com)