I militanti di Irs si presentano a Martis
Sale: "Serve una rivoluzione culturale"
SASSARI. Tanta soddisfazione tra gli independentisti dell'Irs per l'incontro organizzato sabato scorso a Martis. Negli spazi del centro culturale “Sa Tanca de Iddha”, allestito per l’occasione da Antonio Taras di Irs Santa Teresa e da alcuni attivisti dell’Anglona, è andato in scena il primo di una serie di incontri culturali e politici in programma nel piccolo centro anglonese e voluti dalla locale amministrazione comunale per presentare ai propri cittadini le diverse proposte dei partiti e dei movimenti, nello specifico quelle legate al movimento Indipendéntzia Repúbrica de Sardigna. A fare gli onori di casa il sindaco Tiziano Lasia che, presentando gli ospiti, ha poi introdotto gli interventi e fornito alla sala una breve presentazione del movimento Irs. La parola è passata subito a Marta Spada, responsabile dell’organizzazione della regione di Sassari, che ha ringraziato gli amministratori per l’importante opportunità offerta, soffermandosi poi sulla differenza in termini e, soprattutto, sostanza, fra autonomia e indipendenza. È toccato poi ad Antonio Cossu, responsabile del centro Anglona-Bassa valle del Coghinas, prendere la parola. «È importante essere una Nazione e poter gestire i soldi che l’Europa destina appunto alle nazioni senza dover aspettare che gli stessi vengano filtrati da Roma» ha affermato Cossu che ha poi spiegato come lavora un centro di attività e quale è il contributo che il centro stesso cerca di fornire all’amministrazione comunale di Perfugas (guidata dal primo sindaco indipendentista dell’isola). Un cenno rivolto al lavoro che gli indipendentisti concretamente portano avanti in tema di controllo sui capitolati che gestiscono le mense pubbliche e che prevedono l’utilizzo di merci a chilometri zero, ed una anticipazione legata ad una relazione da presentare
all’Unione di comuni relativamente alle regole che imporrebbero l’assunzione di manodopera locale nei parchi eolici. «Abbiamo molto da prendere perché molto abbiamo già dato» ha concluso
Antonio Cossu.
Germano Marras, vice sindaco di Perfugas, ha invece analizzato le argomentazioni legate alla riscossione diretta dei tributi, ai problemi con Equitalia, ai finanziamenti europei ed ai vari bandi presentati, in un quadro in cui la vita quotidiana dei paesi si rispecchia nei problemi dei vari comuni: «Il malessere pubblico è evidente così come quello privato e Irs lavora per proporre le soluzioni». Lo ha seguito a ruota Andrea Faedda, responsabile di Irs Sassari, che ha ribadito come in altre occasioni l’importanza del dialogo, stimolando poi la platea a riscoprire l’incontro fra le persone come succedeva un tempo, incontro che al giorno d'oggi non è più frequente: «Solo in questo modo si potrà trarre vantaggio dal confronto – dice Faedda - e si potrà discutere veramente e seriamente di tutti i problemi attuali ascoltando le soluzioni che iRS propone e porta avanti». In chiusura è poi arrivato l’intervento di Gavino Sale, presidente del movimento: «La rivoluzione culturale che Irs propone è fondamentale per ridare ai sardi l’unica soluzione possibile, l’indipendenza, da raggiungere armonicamente, democraticamente e con metodi assolutamente non violenti. Oggi il dibattito sull’indipendenza è assolutamente centrale e Irs ha il grande merito di aver portato per prima e senza mezzi termini questa parola all’attenzione della gente, della società e della politica – ha affermato Sale -. Noi crediamo nella Repubblica sarda indipendente, da raggiungere con un piccolo ma deciso passo in questa direzione da parte di tutto il popolo sardo. I tanti esempi, come le tasse pagate all’Italia che per leggi dello stesso Stato italiano dovrebbero tornare indietro in Sardegna, e il fatto stesso che questo non succeda, devono spingere i sardi alla presa di coscienza che non c’è un’altra soluzione». Il presidente Sale così come gli altri intervenuti, ha ringraziato ancora il sindaco Tiziano Lasia, l’amministrazione comunale e tutti i presenti, trattenendosi poi volentieri ad assistere all’interessante e vivace dibattito finale che ha regalato numerosi spunti fra cui quello di Paolo Poddighe, presidente dell’associazione “Sardegna-Corsica”, che ha raccontato alcune importanti e dettagliate teorie sulla storia dei nuraghi e della Sardegna.
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