Rifiuti in diminuzione a Scala Erre
Ma i sassaresi devono fare di più
di Francesco Bellu
SASSARI. La raccolta differenziata dei rifiuti sta funzionando ma è necessario che i sassaresi facciano molto di più. Lo dicono i numeri venuti fuori stamattina durante la visita della Sesta commissione comunale (sicurezza, ambiente, ecologia, igiene e tutela del territorio) alla discarica di Scala Erre: si è passati dalle 120mila tonnellate di tre anni fa, a 100mila sino alle 75mila di quest'anno. Ma se si guarda nel dettaglio ci si rende conto che in città lo smaltimento dell'indifferenziato non viene preso alla lettera. Spesso e volentieri nei cassonetti verdi va a finire carta, plastica, vetro, rifiuti organici. I nodi poi vengono al pettine nel momento in cui tutto quanto arriva a Scala Erre. Da un mese è in funzione un complesso macchinario che separa la parte solida da quella più leggera e tra gli ingranaggi ci va a finire anche ciò che non dovrebbe esserci. Segno di una conoscenza superficiale da parte dei cittadini di come va fatta la raccolta o forse anche di "pigrizia" ambientale.
Dentro il "trita tutto" di Scala Erre e nella sua discarica, in realtà, confluiscono non solo i rifiuti della città ma anche quelli dell'Hinterland: da Alghero,Porto Torres, Sennori, Sorso, Olmedo, Stintino e Uri, tanto che al giorno arrivano circa 160 tonnellate immondizia che vengono pretrattate prima di finire sepolte sotto cumuli di terra. Il processo è piuttosto laborioso. Una volta arrivata sui camion, la spazzatura dell'indifferenziato viene caricata su un nastro trasportatore; una volta arrivata in cima, una calamita cattura i materiali in ferro che potrebbero essere dannosi e compromettere il funzionamento del macchinario, e poi avviene la separazione vera e propria del materiale: la parte solida viene compatta in "ecoballe", quella più leggera viene ammucchiata e rimane in giacenza per cinque giorni. Una volta terminato questo periodo viene stipata per circa due settimane nelle biocelle. Il procedimento è fondamentale perché permette ai rifiuti di disperedere sostanze nocive come il percolato (che viene poi convogliato in vasche, portato via in camion cisterne e smaltito in un depuratore) o i residui organici. Questo perché tra i rifiuti dell'indeferenziato va a finire materiale "umido" che non dovrebbe esserci.
Una volta trattato, tutto quanto va a finire in discarica con uno spreco di energia notevole, così ha fatto notare Debora Manca, ingegnere comunale che si occupa della discarica, che attualmente viene gestita da Irgesa, Ladurner di Bolzano e Gesenu. Le ecoballe sono infatti delle risorse energetiche che potrebbero essere recuperate se solo fosse attivo nel territorio un inceneritore. «In discarica, l'anidride carbonica dalle ecoballe - fa notare Manca - è superiore rispetto a quella rilasciata bruciandole. Ci vorrebbe un piccolo impianto ad hoc, con i forni appositi». In questo modo, fanno notare, si riuscirebbe a recuperare delle risorse utili per tutta la comunità e, cosa ancor più importante, si produrrebbero meno rifiuti da stoccare in discarica, allungando così la sua "vita". La discarica di Scala Erre non può durare in eterno, per questo rallentare il processo di accumulo diventa fondamentale. Costituita dopo le autorizzazioni regionali per poter contenere quasi 2milioni di metri cubi di rifiuti, è stata negli anni suddivisa in settori, definiti "moduli", entro i quali viene dislocata l'immondizia. In media durano circa cinque anni e possono contenere circa 300mila metri cubi. L'ultimo autorizzato dalla Provincia è il numero "5" e si stima che possa avere lo stesso arco temporale di durata. Ma se la differenziata venisse svolta in maniera puntuale e si cercasse di smaltire la spazzatura bruciando le ecoballe, questo processo potrebbe essere rallentato. Al momento però non esiste in Sardegna nessun tipo di inceneritore, per questo tutto ciò che viene pre-trattato rimane lì a Scala Erre.
Rimane invece ancora aperto il capitolo dei rifiuti organici: al momento Sassari e i paesi vicini conferiscono a Tempio perché la struttura dedicata a questo genere di immondizia è ancora bloccata: una sentenza del Consiglio di Stato ha bloccato tutto e ha annullato la precedente gara d'appalto. I lavori si sono fermati e ora bisogna in pratica ricominciare da capo e indire una nuova gara.
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