Comprare i prodotti della nostra Isola
e le produzioni prendono il largo

Proposta del gruppo del Psd'Az in consiglio comunale
di Francesco Bellu
Formaggio biologico (foto: SassariNotizie.com)
Formaggio biologico (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Comprare prodotti "made in Sardegna" per rilanciare la produzione e l'economia. È un vero e proprio manifesto di intenti, quello proposto dai consiglieri comunali del Psd'Az, Antonio Cardin, Franco Era e Giancarlo Serra, attraverso una lettera indirizzata al sindaco e alla presidente della Provincia. Dietro lo slogan "Compra sardo" c'è un progetto che coinvolge tutti gli attori in causa: dai produttori sino alla grande e piccola distribuzione. Lo scopo è arrivare direttamente al consumatore senza intermediazioni, né "balzelli aggiuntivi" che possono gravare dal punto di vista economico. Insomma si tratta di una filiera "cortissima" che punta su prodotti di qualità a prezzi concorrenziali.

«La Regione ha fatto una legge che incentiva le aziende ad aumentare gli spazi di vendita dei prodotti sardi. - Si legge nella nota - Tutti gli enti preposti devono prendere in considerazione questa proposta, elaborarla, integrarla e promuovere un tavolo di concertazione che provi ad individuare poche, chiare semplici azioni che i produttori e i distributori devono e possono, nel breve attivare, per muovere questo meccanismo virtuoso tra tutti sardi che genererà ricchezza, lavoro e occupazione». Un marchio di qualità servirà poi a garantire la provenienza dei prodotti in maniera certa e sicura, a prova di "tarocco". «Sarà compito dei produttori e dei distributori - si legge nella nota - creare ulteriori condizioni per attivare un’azione sistemica volta alla creazione di un grande network produttivo-commerciale sardo, attraverso il quale sarà possibile innescare un processo di qualificazione e coordinamento di un’articolata rete di imprese sarde di eccellenza, del sistema produttivo locale, direttamente collegata ad una propria rete distributiva, dotato di unità commerciale ramificata nell’intero territorio regionale».

Tutto ciò porterà, secondo i consiglieri del Psd'Az, a un vero e proprio rilancio dell'economia isolana: «Se ogni famiglia sarda raddoppiasse la spesa di prodotti sardi (pasta, carne, vino), ci sarebbe un'iniezione di danaro nelle imprese sarde di quasi 1 miliardo di euro. Una esplosione di consumi di prodotti sardi potrebbe sostenere uno sviluppo quanti-qualitativo del sistema produttivo agricolo regionale, incentivando il sistema agricolo isolano coinvolto, costringendolo ad un’adeguata programmazione dei cicli produttivi grazie ad un assorbimento totale delle nuove produzioni. L'incremento della quota di produzioni locali distribuite attraverso il canale della grande distribuzione nel territorio regionale salirebbe così dall’attuale 30 per cento ad una quota strategica del 55 innescando un piano di rinascita del sistema economico locale». Il paniere medio della spesa alimentare regionale è composto per il 70 per cento circa da produzioni deperibili che vengono in larga parte prodotte da aziende fuori Sardegna e la creazione di imprese agricole e zootecniche estensive potrebbe essere "la chiave di volta" per potenziare tutto il comparto sino a «un 50 per cento del nostro fabbisogno alimentare", che in soldoni equivalerebbe a oltre 900milioni di euro di produzione lorda immessa sul mercato e la «creazione di altre 70mila nuovi posti di lavoro».


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