lA LETTERA
Scarpa: "La cittadinanza ai minori
nati in Italia da genitori stranieri"
di Daniele Giola
PORTO TORRES. «È giusto concedere la cittadinanza ai bambini nati in Italia da immigrati stranieri. Il Parlamento dovrebbe raccogliere l’invito del Presidente della Repubblica e portare avanti questa battaglia di civiltà, uguaglianza e integrazione». Il sindaco Beniamino Scarpa, in una lettera inviata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai presidenti della Camera e del Senato e a tutti i sindaci della Sardegna, esprime apprezzamento verso l’auspicio del Capo dello Stato.
«Nella città che mi onoro di amministrare – scrive Beniamino Scarpa al Presidente della Repubblica – vivono sessantotto bambini e ragazzi di otto nazionalità diverse. Sono figli di stranieri, ma sono nati a Porto Torres e frequentano le scuole, le palestre, i centri di aggregazione, i luoghi d’incontro dei giovani. Stanno a contatto con i loro coetanei, condividono le stesse esperienze, ma non possono vedere riconosciuta la loro legittima aspirazione a diventare cittadini italiani, perché non esiste ancora una legge che offre questa possibilità». Il messaggio del Presidente della Repubblica è stato recepito nei giorni scorsi anche dal Consiglio comunale di Porto Torres che, su proposta del gruppo di Città Democratica, ha approvato una mozione volta a riformare le norme che regolano l’acquisizione della cittadinanza. «La sensibilità da Lei mostrata su questo tema è stata condivisa dal Consiglio comunale di Porto Torres che, all’unanimità, ha deliberato un provvedimento in cui si chiede che il Parlamento adotti in tempi brevi norme idonee a riconoscere la cittadinanza italiana ai figli di immigrati stranieri nati in Italia». Il sindaco ha, inoltre, rivolto un appello ai presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica: «Nella nostra città continuerà ad essere portata avanti una politica di accoglienza e d’integrazione verso questi minori e ci attendiamo che anche il Parlamento faccia altrettanto, introducendo questa norma nel nostro ordinamento». Il sindaco di Porto Torres ha invitato anche gli altri sindaci della Sardegna, «a portare avanti, insieme, questa battaglia di civiltà».
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