Sardegna24 chiude, il cdr:
«Bellu ha fatto di tutto per salvarlo»
di Grazia Sini
(foto: SassariNotizie.com)
SASSARI. Ieri il direttore del quotidiano ha dato la notizia ufficiale della chiusura di Sardegna24. Poche ore dopo il cdr, il comitato di redazione, ha diffuso un comunicato in cui esprime a nome dei giornalisti «riconoscenza nei confronti del direttore Giovanni Maria Bellu, consapevole dello sforzo da lui fatto, in prima persona, nel tentativo di salvare la testata e i posti di lavoro». Il direttore, infatti, da novembre era diventato anche editore, acquistando la maggioranza delle quote della srl. Ma i debiti, secondo quanto dichiarato ieri da Bellu, erano assai più onerosi di quanto sembrasse al momento della stipula dell'accordo. Il cdr ha fatto anche sapere che «sono state già avviate le procedure inerenti al caso come suggerito dal sindacato dei giornalisti» e che «i redattori di Sardegna24 intendono portare a compimento il loro lavoro con la stessa dedizione con cui l'hanno cominciato quasi sette mesi fa, nonostante le condizioni difficili e l'instabilità degli assetti societari manifestatasi sin dall'inizio». L'ultimo numero sarà in edicola domenica.
Intanto ieri sera Cgil e Confesercenti hanno manifestato solidarietà e preoccupazione: «Con grande preoccupazione apprendiamo la notizia della chiusura del quotidiano Sardegna 24, una voce dell’informazione isolana che vorremmo continuasse a farsi sentire, per le forze di lavoro impiegate e per la garanzia del pluralismo, una valore sempre importantissimo e ancora di più in questa difficile fase di crisi, nella quale c’è bisogno di approfondimenti e cronaca dei fatti, di spunti e riflessioni per leggere meglio la realtà e disegnare il futuro» sono le parole della Cgil, che è detta disponibile ad appoggiare qualsiasi azione si riterrà opportuno mettere in campo. Mentre dalla Confesercenti è arrivato un grido d'allarme che riguarda l'intera Isola: «In Sardegna – ha sottolineato Sulis – hanno chiuso centinaia di piccole e medie imprese, ma anche alcune industrie con centinaia di lavoratori. Anche l’Alcoa sta per chiudere, portando a quota 5.000 le buste paga a rischio nel solo Sulcis Iglesiente. Non vi è un solo settore produttivo in grado di reggere alla crisi economica che sta mettendo in ginocchio l’intera regione. Ora arriva l’annuncio di Sardegna 24. Mi chiedo: chiudiamo tutto e ci trasferiamo altrove? Oppure riusciamo a individuare le opportune misure per un rilancio autentico di tutto il sistema produttivo isolano? Le risposte che cittadini e imprese si aspettano vanno date immediatamente, non tra sei mesi o tra un anno. Siamo al collasso, ma non avverto una strategia forte da parte del Governo per superare il momento più difficile degli ultimi 50 anni».
Stamattina, infine, è arrivata la nota di solidarietà del governatore Cappellacci, spesso - con Giunta e collaboratori - al centro delle inchieste di Sardegna24: «Manifesto il mio rammarico per l'annunciata cessazione delle pubblicazioni di Sardegna24, quotidiano su cui ho pure faticato a trovare notizie o servizi che non fossero conditi da una buona dose di prevenzione nei miei confronti. Quella che oggi esprimo al direttore Bellu, ai giornalisti e a tutti i collaboratori del giornale, vuole però essere una "solidarieta' a prescindere", perchè continuo a ritenere che le divergenze e le critiche, anche le più aspre, possono aiutarci a crescere. E sono sempre più convinto - conclude Cappellacci - che forse alla nostra Sardegna renderemo un vero servizio il giorno in cui riusciremo tutti a "deporre le armi" per tornare a confrontarci, dividerci e a scontrarci, riscoprendo la categoria dell'avversario e accantonando quella del nemico».
Intanto ieri sera Cgil e Confesercenti hanno manifestato solidarietà e preoccupazione: «Con grande preoccupazione apprendiamo la notizia della chiusura del quotidiano Sardegna 24, una voce dell’informazione isolana che vorremmo continuasse a farsi sentire, per le forze di lavoro impiegate e per la garanzia del pluralismo, una valore sempre importantissimo e ancora di più in questa difficile fase di crisi, nella quale c’è bisogno di approfondimenti e cronaca dei fatti, di spunti e riflessioni per leggere meglio la realtà e disegnare il futuro» sono le parole della Cgil, che è detta disponibile ad appoggiare qualsiasi azione si riterrà opportuno mettere in campo. Mentre dalla Confesercenti è arrivato un grido d'allarme che riguarda l'intera Isola: «In Sardegna – ha sottolineato Sulis – hanno chiuso centinaia di piccole e medie imprese, ma anche alcune industrie con centinaia di lavoratori. Anche l’Alcoa sta per chiudere, portando a quota 5.000 le buste paga a rischio nel solo Sulcis Iglesiente. Non vi è un solo settore produttivo in grado di reggere alla crisi economica che sta mettendo in ginocchio l’intera regione. Ora arriva l’annuncio di Sardegna 24. Mi chiedo: chiudiamo tutto e ci trasferiamo altrove? Oppure riusciamo a individuare le opportune misure per un rilancio autentico di tutto il sistema produttivo isolano? Le risposte che cittadini e imprese si aspettano vanno date immediatamente, non tra sei mesi o tra un anno. Siamo al collasso, ma non avverto una strategia forte da parte del Governo per superare il momento più difficile degli ultimi 50 anni».
Stamattina, infine, è arrivata la nota di solidarietà del governatore Cappellacci, spesso - con Giunta e collaboratori - al centro delle inchieste di Sardegna24: «Manifesto il mio rammarico per l'annunciata cessazione delle pubblicazioni di Sardegna24, quotidiano su cui ho pure faticato a trovare notizie o servizi che non fossero conditi da una buona dose di prevenzione nei miei confronti. Quella che oggi esprimo al direttore Bellu, ai giornalisti e a tutti i collaboratori del giornale, vuole però essere una "solidarieta' a prescindere", perchè continuo a ritenere che le divergenze e le critiche, anche le più aspre, possono aiutarci a crescere. E sono sempre più convinto - conclude Cappellacci - che forse alla nostra Sardegna renderemo un vero servizio il giorno in cui riusciremo tutti a "deporre le armi" per tornare a confrontarci, dividerci e a scontrarci, riscoprendo la categoria dell'avversario e accantonando quella del nemico».
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