Stintino in festa per san Silverio
Messa, processione e brindisi

Un momento dello scambio della bandiera 2010 (foto: Ufficio stampa Comune di Stintino)
Un momento dello scambio della bandiera 2010 (foto: Ufficio stampa Comune di Stintino)
STINTINO. Un'antica tradizione, abbandonata per 30 anni e riscoperta soltanto l'anno scorso. L’intera comunità di Stintino ieri ha festeggiato la ricorrenza di San Silverio, santo papa morto 15 secoli fa.

Per trent’anni la bandiera del priore è stata custodita da Lucia Pagano, zia Lucia per gli stintinesi, anche lei discendente dei Pagano che da Ponza arrivarono a Stintino per fare su quel lembo di terra la loro casa.
Lucia Pagano ha conservato la bandiera come fosse un oggetto prezioso di famiglia e ancora oggi per lei, che quella bandiera l’ha ceduta nel 2009 a Nicola Balzano, partecipare alla messa quindi alla processione e allo scambio della bandiera è una forte emozione.
Una forte emozione è stata anche per Nicola Balzano che la festa la ricordava quando aveva appena 5 anni. Poi più niente sino allo scorso anno quando toccò proprio a lui ricevere la bandiera, per la prima volta dopo 30 anni.
Il bisnonno di Nicola, Isidoro, pescatore di Ponza, dopo aver acquistato un lotto di terreno dalla Comunità dei 45 nei primi anni di fondazione di Stintino, si stabilì nel paese. E fu sempre lui, tramite un ponzese commerciante di aragoste, a far arrivare la statua del papa in paese.


La storia. A raccontare la storia del papa di Ponza è stato il parroco don Salvatore Fois, che ha ricordato come, una volta eletto papa nel 536, Silverio dovette far fronte ai contrasti generati dalla moglie dell’imperatore Giustiniano, Teodora, che lo fece imprigionare e mandare in esilio sull’isola di Palmarola. Morì in esilio il 20 giugno del 538. Da quel giorno la Chiesa lo venera come santo.
Quest’anno in processione è stata portata la nuova statua in resina acquistata di recente, che all’inizio della funzione religiosa è stata benedetta dal parroco. Quella originale, dei primi dell’Ottocento, infatti necessita di un accurato restauro perciò si è preferito lasciarla nella sua nicchia nella chiesa parrocchiale.

Dopo la messa il priore uscente, per salutare i cittadini, ha organizzato un rinfresco nella sede della Confraternita delle Beata Vergine della Difesa.
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