Per i "Lunedì dell'archivio" oggi
Sassari incontra Goffredo Fofi
Archivio storico comunale (foto: SassariNotizie.com)
SASSARI. Lunedì 30 gennaio lo scrittore Goffredo Fofi sarà il protagonista di un nuovo appuntamento della rassegna "I lunedì dell'Archivio", il ciclo di incontri e dibattiti organizzata dall’Archivio storico del Comune di Sassari, in collaborazione con l’Associazione Presidio del libro Coilibrì, in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Alle ore 18,00 (nella sala conferenze dell'Archivio storico comunale) discuterà con Sante Maurizi del libro "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi.
Goffredo Fofi (1937) è saggista, critico letterario e cinematografico.
Sceso in Sicilia alla fine del 1955 per lavorare nel gruppo attorno a Danilo Dolci con i contadini, i disoccupati e i bambini delle borgate di Palermo, ha poi operato in attività culturali, sociali e pedagogiche tra Roma e Torino, tra Milano e Napoli. Ha contribuito alla nascita di riviste cruciali quali i "Quaderni Piacentini", "Ombre rosse", "Linea d'ombra". È direttore della rivista "Lo Straniero". Tra i suoi libri: L'immigrazione meridionale a Torino (Feltrinelli 1964, Aragno 2009); Il cinema italiano, servi e padroni (Feltrinelli 1971); Capire con il cinema (Feltrinelli 1979); Strade maestre: ritratti di scrittori italiani (Donzelli 1996); Le nozze coi fichi secchi (L'Ancora del Mediterraneo 1999); Da pochi a pochi (Eleuthera 2006); La vocazione minoritaria: intervista sulle minoranze, a cura di Daniele Pivetta (Laterza 2009).
CRISTO SI E' FERMATO A EBOLI è un romanzo autobiografico dello scrittore Carlo Levi scritto tra il dicembre del 1943 e il luglio del 1944 a Firenze e pubblicato da Einaudi nel 1945.
Sotto il regime fascista, negli anni 1935-1936, lo scrittore fu
condannato al confino in Lucania a causa della sua attività
antifascista e trascorse un lungo periodo in Basilicata, ad Aliano
(che nel libro viene chiamata Gagliano imitando la pronuncia locale), dove ebbe modo di conoscere la realtà di quelle terre e della sua gente. Al ritorno del confino Levi, dopo aver trascorso un lungo periodo in Francia, scrisse il romanzo nel quale rievoca il periodo trascorso a Gagliano e quello precedente a Grassano. Lo stesso Levi scrive nella sua prefazione[1] "Come in un viaggio al principio del tempo, Cristo si è fermato a Eboli racconta la scoperta di una diversa civiltà. È quella dei contadini del Mezzogiorno: fuori della Storia e della Ragione progressiva, antichissima sapienza e paziente dolore. Il libro tuttavia non è un diario; fu scritto molti anni dopo l'esperienza diretta da cui trasse origine, quando le impressioni reali non avevano più la prosastica urgenza del documento".
“I lunedì dell'Archivio” sono ospitati nella sala conferenze
dell'Archivio Storico il cui spazio espositivo è stato allestito con
materiali in qualche misura funzionali al tema conduttore
dell'iniziativa, dedicata al 150° dell' Unità d'Italia. Con l'idea di
ricostruire il clima che si respirava nella Sassari postrisorgimentale, l'esposizione è incentrata su alcuni aspetti particolarmente significativi della storia della Sassari del periodo e sui segni tangibili coi quali la città ha voluto sentirsi parte del progetto unitario nazionale: come l' erezione dei busti ai padri fondatori della Patria o l'erezione del monumento a Vittorio Emanuele II in piazza d'Italia, opera del Sartorio, cui si accompagnano per la prima volta in mostra gli scudi bronzei con l'intestazione di alcune delle più importanti battaglie del Risorgimento e lo scudo dei Savoia.
Questi passaggi vengono fatti rivivere attraverso i documenti
conservati nell' Archivio Storico Comunale dedicato ad Enrico Costa, osservatore acuto dei fatti del tempo, su cui sembra vigilare ancora dai grandi poster appesi alle pareti. Un altro tema affrontato è quello della riconoscenza nei confronti del soldato mandato a combattere al fronte, attraverso i documenti che ricostruiscono la nascita della Fondazione Brigata Sassari.
L'esposizione è impreziosita dai “soldatini” in scala della
“collezione Pranzetti”, commissionati dal sindaco Pieroni nel 1951, riscoperti per l'occasione e portati all'attenzione del più vasto pubblico non specialistico.
Goffredo Fofi (1937) è saggista, critico letterario e cinematografico.
Sceso in Sicilia alla fine del 1955 per lavorare nel gruppo attorno a Danilo Dolci con i contadini, i disoccupati e i bambini delle borgate di Palermo, ha poi operato in attività culturali, sociali e pedagogiche tra Roma e Torino, tra Milano e Napoli. Ha contribuito alla nascita di riviste cruciali quali i "Quaderni Piacentini", "Ombre rosse", "Linea d'ombra". È direttore della rivista "Lo Straniero". Tra i suoi libri: L'immigrazione meridionale a Torino (Feltrinelli 1964, Aragno 2009); Il cinema italiano, servi e padroni (Feltrinelli 1971); Capire con il cinema (Feltrinelli 1979); Strade maestre: ritratti di scrittori italiani (Donzelli 1996); Le nozze coi fichi secchi (L'Ancora del Mediterraneo 1999); Da pochi a pochi (Eleuthera 2006); La vocazione minoritaria: intervista sulle minoranze, a cura di Daniele Pivetta (Laterza 2009).
CRISTO SI E' FERMATO A EBOLI è un romanzo autobiografico dello scrittore Carlo Levi scritto tra il dicembre del 1943 e il luglio del 1944 a Firenze e pubblicato da Einaudi nel 1945.
Sotto il regime fascista, negli anni 1935-1936, lo scrittore fu
condannato al confino in Lucania a causa della sua attività
antifascista e trascorse un lungo periodo in Basilicata, ad Aliano
(che nel libro viene chiamata Gagliano imitando la pronuncia locale), dove ebbe modo di conoscere la realtà di quelle terre e della sua gente. Al ritorno del confino Levi, dopo aver trascorso un lungo periodo in Francia, scrisse il romanzo nel quale rievoca il periodo trascorso a Gagliano e quello precedente a Grassano. Lo stesso Levi scrive nella sua prefazione[1] "Come in un viaggio al principio del tempo, Cristo si è fermato a Eboli racconta la scoperta di una diversa civiltà. È quella dei contadini del Mezzogiorno: fuori della Storia e della Ragione progressiva, antichissima sapienza e paziente dolore. Il libro tuttavia non è un diario; fu scritto molti anni dopo l'esperienza diretta da cui trasse origine, quando le impressioni reali non avevano più la prosastica urgenza del documento".
“I lunedì dell'Archivio” sono ospitati nella sala conferenze
dell'Archivio Storico il cui spazio espositivo è stato allestito con
materiali in qualche misura funzionali al tema conduttore
dell'iniziativa, dedicata al 150° dell' Unità d'Italia. Con l'idea di
ricostruire il clima che si respirava nella Sassari postrisorgimentale, l'esposizione è incentrata su alcuni aspetti particolarmente significativi della storia della Sassari del periodo e sui segni tangibili coi quali la città ha voluto sentirsi parte del progetto unitario nazionale: come l' erezione dei busti ai padri fondatori della Patria o l'erezione del monumento a Vittorio Emanuele II in piazza d'Italia, opera del Sartorio, cui si accompagnano per la prima volta in mostra gli scudi bronzei con l'intestazione di alcune delle più importanti battaglie del Risorgimento e lo scudo dei Savoia.
Questi passaggi vengono fatti rivivere attraverso i documenti
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