Cagliari, operatori Csl e Cesil occupano
assessorato del Lavoro, Liori furioso

Nella delegazione di un'ottantina di precari, anche 20 di Sassari
di Alessandro Garau
 (foto: Alessandro Garau)
(foto: Alessandro Garau)
CAGLIARI. Un'ottantina di lavoratori precari Cesil e Csl di tutta la Sardegna hanno occupato questa mattina un'aula dell'assessorato regionale del Lavoro dove erano in corso i lavori della commissione. La protesta si è scatenata intorno alle 11 e si è interrotta tre ore dopo con l'intervento della Digos. Presenti anche una ventina di operatori di Sassari. Si erano dati appuntamento a Cagliari per avere risposte riguardo alla loro situazione contrattuale: la proroga ottenuta a dicembre dai 361 operatori dei Centri servizi per il lavoro scadrà infatti il 30 aprile. La sola risposta ottenuta, secondo quanto riferisce Giovanni Pinna, segretario regionale della Fp-Cgil, è stata che la commissione presenterà il 6 febbraio in assessorato una bozza per la riorganizzazione dei servizi per il lavoro e quindi la loro stabilizzazione. Troppo poco per la delegazione in presidio di fronte all'assessorato che è così passata all'azione, irrompendo nell'aula.

L'arrivo dei precari avrebbe fatto infuriare l'assessore Antonangelo Liori che ha abbandonato l'aula interrompendo l'incontro. «Appena ci ha visti entrare - riferisce Giacomina Dettori del Cesil di Bottidda - si è infuriato e se n'è andato. Noi avremmo voluto semplicemente che ci dicesse qualcosa, non avevamo intenzione di far sospendere i lavori. Siamo in lotta dal 2003 - prosegue Dettori - con proroghe che si susseguono, false promesse e tre leggi finanziarie che sono state disattese». La situazione contrattuale variegata degli operatori non aiuta certo a trovare un'unica soluzione: i Cesil dipendono dai comuni, i Csl dalle provincie, alcuni sono assunti con co.co.co., altri a tempo determinato.

«Non mi piacciono questi continui rinvii senza una strategia di fondo condivisa con le parti sociali - dichiara Armando Ruzzetto, segretario generale Fp-Cisl - Non ha senso andare avanti a tentoni senza avere idea del destino di questi servizi. Il 30 aprile scade il contratto, il che significa che questi operatori potrebbero paradossalmente ritrovarsi senza lavoro proprio il primo maggio, giorno della festa dei lavoratori. Se non otteremo risposte in tempi brevissimi - conclude Ruzzetto - scateneremo uno tsunami sulla politica regionale».

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