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Regioni, Province e Comuni sul web
Ma i cittadini navigano poco e male

di Michele Spanu
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. L'Italia, a sorpresa, si rivela la patria dell'e-government. Secondo gli ultimi dati della commissione europea, il nostro Paese è al primo posto per la presenza delle Pubbliche amministrazioni sul web. In base ai risultati raccolti da Bruxelles, infatti, il nostro Paese ha raggiunto il 100 per cento della presenza sul web dello Stato, delle Regioni e degli enti locali. Un risultato incoraggiante se si considera che l'Italia è davanti alla Germania (90,9), Francia (83,3) e ben sopra alla media dell'Unione Europea (80,9). La crescita è stata molto veloce nel giro di due anni: solo a metà del 2009 il nostro Paese era fermo al 55,6 per cento: è il segno che il recente progetto di digitalizzazione della Pubblica amministrazione ha ottenuto dei risultati davvero incoraggianti. Ora il decreto legge sulle semplificazioni, nel capitolo in cui implementa la cosiddetta agenda digitale, può dare un'ulteriore spinta a questo processo con 7 milioni di documenti e certificati che verranno forniti solo online.

Ma se le Pubbliche amministrazioni sono al primo posto, certo non si può dire la stessa cosa dei cittadini. I dati Eurostat del dicembre 2011 sulle case con un accesso a Internet rivelano che gli italiani non sono navigatori esemplari: siamo fermi al 62 per cento contro l'83 per cento della Germania, il 76 per cento della Francia, l'85 per cento della Gran Bretagna, e il 91 per cento della Svezia. In pratica 4 famiglie su dieci in Italia non hanno la possibilità di collegarsi al web tramite rete fissa e, come rivelano altre indagini, spesso il collegamento viene utilizzata come forma di divertimento e non per sbrigare le pratiche amministrative o per gestire online un conto corrente. La domanda, a questo punto, è spontanea: come si fa a ritirare certificati online se i cittadini non navigano sul web? Un altro punto dolente è la banda larga. In base agli standard europei entro il 2013 bisogna arrivare al 100 per cento, ma invece siamo ancora al 52%.


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