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I sindaci a Roma contro la Manovra
Piccoli comuni in difficoltà

Tra loro 120 sindaci sardi, e una decina della Provincia di Sassari
 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. C'era anche un gruppo di sindaci della provincia a Roma per protestare contro i tagli della manovra del Governo. Dalla Sardegna sono partiti in 120 in rappresentanza dei 377 comuni sardi che in molti casi contano poche migliaia di abitanti. Questa mattina insieme all'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) hanno sfilato in corteo con la fascia tricolore con una piccola macchia nera, in segno di lutto. Lo hanno fatto nella piazza del Senato quando a Palazzo Madama comincia la discussione sulla Manovra anticrisi che peserà sulla casse comunali sarde per ben 170 milioni di euro.

Da Sassari. C'era il sindaco del capoluogo, confermato dopo cinque anni di amministrazione, Gianfranco Ganau (Pd) e c'erano anche tanti sindaci dei piccoli comuni della provincia: da Florinas, Nughedu di San Nicolò, Pattada, Ittiri, Banari, Osilo.

Il sindaco e le ragioni. «È importante partecipare - dice Giovanna Sanna, sindaco di Florinas, che parla pochi minuti prima di prendere l'aereo - la situazione è tragica. Questa ulteriore manovra ci lasciato di stucco. Siamo terrorizzati. I comuni d'ora in poi dovranno elargire solo stipendi al personale, dovremmo tagliare tutto. Tutti i servizi che magari qualcuno considera anche superflui ma non lo sono nella piccole realtà: la ludoteca estiva per esempio, le mense scolastiche, l'assistenza sociale. E poi tutto la cultura, i cantieri comunali che stanno dando respiro alla gente disperata che non ha più lavoro». Resta il rapporto diretto nei piccoli centri tra i sindaci e gli abitanti: «La gente trova noi per primi, ma penso che non si stiano ancora rendendo conto. Le scelte del governo puntano a tagliare enti locali. E poi c'è una catena: si taglia alla Regione e la Regiona taglia a noi». E sulle risorse Giovanna Sanna non ha dubbi: «Ci hanno tolto la risorsa Ici, tutto il resto sono trasferimenti dello Stato e della Regione. Se vengono meno quelli non ci sono risorse. Cosa dobbiamo fare? Reintrodurre la tassa della casa per dare servizi? Ad esempio la raccolta differenziata o la manutenzione delle strade o del verde salterebbero. La gente si è abituata ad avere certe cose, che forse non ci saranno più».

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