La doppia preferenza di genere
per riformare il sistema elettorale

Già in vigore in Campania dal 2009
di Valentina Guido
Rosalba Crillissi, Elena Burrai, Luisanna Tedde (foto: SassariNotizie.com)
Rosalba Crillissi, Elena Burrai, Luisanna Tedde (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Parte ufficialmente la raccolta firme per l'introduzione della doppia preferenza di genere nel sistema elettorale della Regione Sardegna. La proposta arriva dalla Fidapa, Federazione italiana arti professioni affari, che oggi ha presentato l'idea ai giornalisti nella sala consiliare del Comune di Sassari. La presidente di Fidapa Sassari Luisanna Tedde, la past president Rosalba Crillissi e la presidente del distretto regionale Elena Burrai hanno spiegato perché la Sardegna dovrebbe seguire l'esempio della Regione Campania che, “con la legge 4/2009, ha adottato la doppia preferenza: vuol dire che l'elettore può indicare fino a due preferenze della stessa lista, una delle quali deve essere per una donna. In caso contrario, la seconda preferenza sarà annullata. La Corte costituzionale l'ha ritenuta ammissibile, e così dopo le elezioni del 2010 le donne in Campania sono passate da 3 a 14”.

“La produzione normativa è ampia e particolareggiata- ha affermato Elena Burrai- Ci sono gli articoli della Costituzione italiana 3 e 51, l'articolo 2 del trattato di Amsterdam, l'articolo 3 del trattato di Nizza, il piano di azione di Pechino, la conferenza di York del 2000, le leggi 1/99 e 3/2001. Eppure, nella pratica, niente è stato fatto. Tuttora in Italia la popolazione femminile è il 52 per cento del totale, ma è rappresentata solo per il 18 per cento. A livello regionale è ancora peggio: solo il 7 per cento”. La raccolta firme viene realizzata dalla Fidapa in tutti e sette distretti italiani (per un totale di 13mila socie, circa una trentina a Sassari, 350 in Sardegna). Chiunque può firmare, anche gli uomini naturalmente. Non verrà utilizzato il sistema classico dei banchetti poiché saranno le stesse socie a provvedere a raccogliere le firme. Alla fine, la petizione con le relative firme sarà consegnata alla presidenza del Consiglio regionale della Sardegna.

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