Napolitano: "La Sardegna è un unicum
ma fate valere lo Statuto speciale"

di Valentina Guido
Il presidente tra Ganau e Mastino (foto: SassariNotizie.com)
Il presidente tra Ganau e Mastino (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. La visita di Giorgio Napolitano alla città di Sassari è durata un'ora e mezza. Nel suo discorso ha promesso di farsi portavoce delle esigenze della Sardegna presso il governo nazionale, invitando al contempo l'isola a sfruttare le specificità offerte dallo Statuto speciale.

La giornata è cominciata con un elicottero della polizia che sorvolava le teste dei sassaresi. Numerose strade nei pressi di piazzale Cappuccini sono state chiuse da pattuglie dei Vigili urbani disseminate nei dintori del nuovo Teatro. Perché il presidente della Repubblica è venuto non solo per festeggiare i 450 anni dell'Università, ma anche per inaugurare l'Auditorium dopo un'attesa durata più di 20 anni. Il programma originario contemplava anche la concessione della Laurea Honoris Causa in Scienze politiche e fino a due mesi fa ci si pensava ancora. Poi però l'onorificenza si è misteriosamente volatilizzata.

Il presidente ha spaccato il minuto: ha fatto il suo ingresso nel teatro qualche minuto prima delle 11, accompagnato dalla scorta. Mentre si avvicinava al palco, vicino a lui procedevano Arturo Parisi e Beppe Pisanu, rispettivamente ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel '96 ed ex ministro dell'Interno. La platea era occupata dai consiglieri e dagli assessori regionali, in testa il governatore Ugo Cappellacci, dai sindaci della Sardegna riconoscibili dalla fascia tricolore, dalla presidente della Provincia Alessandra Giudici, dai consiglieri e dagli assessori comunali (si riuniva infatti, contestualmente, il consiglio comunale di Sassari). L'accoglienza musicale al Capo dello Stato è stata affidata all'orchestra degli allievi e dei docenti del Conservatorio Canepa che ha eseguito l'inno nazionale di Goffredo Mameli.

Sul palco hanno preso posto il sindaco di Sassari, il rettore dell'Università Attilio Mastino, il presidente del Comitato per i 450 anni dell'Università Antonello Mattone e lo storico Manlio Brigaglia. Al centro, sulla poltrona d'onore, Giorgio Napolitano che ha parlato per ultimo. Il presidente della Repubblica ha risposto alle domande poste da tre studenti universitari: Jennifer Reitz, dall'università di Bonn, ha sottolineato l'importanza dell'Erasmus che nel 2012 compie 25 anni e ha chiesto al presidente Napolitano quale potrebbe essere il ruolo dei paesi nordafricani per la coesione dell'Europa e il valore dei programmi di mobilità studentesca. Subito dopo Valeria Sassu, vicepresidente del Consiglio degli studenti dell'Università e Giosuè Cuccurazzu, rappresentante degli studenti nel Consiglio di amministrazione dell'Ersu, hanno posto l'accento sulle difficoltà per i giovani di trovare lavoro, sul mancato raccordo tra la formazione e il lavoro, sui tagli all'istruzione che rischiano di colpire il diritto allo studio e quindi la democrazia.

Giorgio Napolitano ha apprezzato la presenza di una studentessa tedesca e ha colto l'occasione per annunciare che “l'Erasmus e l'Erasmus Mundus sono stati riuniti nel nuovo programma Erasmus per tutti che in sette anni stanzierà 19miliardi di euro per 5 milioni di studenti, insegnanti e stagisti fino a fare della mobilità un fattore chiave del sistema dell'istruzione in Europa”. Il presidente ha posto sull'accento sull'autonomia della Sardegna, chiedendosi: “Perché è una delle regioni a statuto speciale? La risposta è che è un unicum in Italia ma anche nel Mezzogiorno. Si tratta di far valere gli impegni che sono stati assunti dai governi nazionali e mai rispettati, e si tratta anche di far valere lo statuto speciale per dar risposte tra le cose alla condizione dell'insularità”. Ieri a Cagliari “ho avuto modo di parlare con i rappresentanti di tutti i lavoratori delle aziende in crisi e posso ben dire che la situazione è drammatica. Capisco il malcontento che però non deve mai sfociare in atti violenti. Bisogna riprogrammare lo sviluppo però tenendo conto del mondo che nel frattempo è cambiato. Cosa può nascere di produttivo in Sardegna in questa crisi generale?”. Ma la vera spina nel fianco dell'Italia è la condizione dei giovani che non trovano sbocchi lavorativi, ed è evidente che un Paese che non dà speranze ai giovani non ha futuro. Per questo, anche se la spesa pubblica deve essere contenuta, “non è giusto tagliare in modo indiscriminato su ricerca e istruzione. Su questo punto farò un vigoroso richiamo a chi ha le responsabilità. Ora non posso alzare troppo la voce perché l'ho alzata già abbastanza. Non voglio travalicare i miei poteri: come dice la Costituzione sono un presidente di garanzia. Rappresento tutta l'Italia e lavoro per l'unità, per questo devo denunciare che ancora, a 150 anni dall'unificazione, il divario Nord-Sud è troppo ampio”. Impossibile non fare riferimento all'Europa, perché la crisi è anche europea: “Stanotte finalmente è stato raggiunto l'accordo per il salvataggio della Grecia. Il ruolo dell'Italia è diventato più autorevole, dato che fino a poco tempo fa sembrava che le uniche voci di qualche peso fossero Francia e Germania”.

Il discorso di Napolitano, durato circa 25 minuti, è stato preceduto dagli interventi di Gianfranco Ganau, Attilio Mastino, Antonello Mattone e Manlio Brigaglia. Il primo cittadino ha sottolineato le origini battagliere di Sassari, lo spirito indomito con cui la città si è resa indipendente dal Giudicato di Torres e dalla successiva protezione delle repubbliche di Pisa e Genova. "Sassari ha dato i natali e l'istruzione a personaggi illustri come Palmiro Togliatti, Antonio Segni, Stefano Siglienti, Mario Berlinguer, Francesco Cossiga ed Enrico Berlinguer", ha detto Ganau. Dopo aver denunciato la drammatica crisi economica e sociale in cui versa il nostro territorio, il sindaco ha consegnato al presidente della Repubblica il Candeliere d'Oro speciale.

A seguire il rettore Attilio Mastino ha ricordato brevemente le origini dell'Ateneo di Sassari che ha dovuto lottare in più occasioni per non essere soppresso (anche di recente è stata ventilata l'ipotesi di accorpamento con Cagliari). Il rettore ha sottolineato, non senza una sfumatura polemica, le novità dell'ultima riforma, la legge 240 2010, da vedere ormai come trampolino di lancio per le novità da introdurre (a cominciare dal nuovo Statuto già in vigore). Mastino ha denunciato preoccupazione per i tagli al Fondo di finanziamento ordinario, ma soprattutto per il rischio che venga cancellato il valore legale dei titoli di studio, una soluzione che svantaggerebbe sicuramente l'ateneo sassarese che pure, secondo il Censis, è al terzo posto fra gli atenei medi. Al presidente il rettore ha consegnato il sigillo raffigurante i martiri turritani. È toccato ad Antonello Mattone e a Manlio Brigaglia raccontare in maniera più approfodnita la storia dell'Università di Sassari, voluta inizialmente dai Gesuiti e poi sostenuta dalla Municipalità. La popolazione studentesca negli anni è cresciuta assieme alla città e oggi ha 11 dipartimenti, 16mila studenti e 720 docenti.

Al teatro c'era l'intera squadra della Dinamo Basket con il presidente Stefano Sardara e coach Sacchetti con la palchina al completo. Per le scuole erano presenti i circoli didattici 6 e 9 della scuola primaria, una rappresentanza del Canopoleno, dell'Itas, dell'Azuni, dello Scientifico due, le scuole medie 5 e 12. Dopo il discorso del presidente, il coro Ichnuss ha intonato l'inno della Sardegna Su patrottu sardu a sos feudatarios. Poi il presidente è uscito dal teatro poco prima delle 12.30 e si è recato al cimitero per portare il saluto a Francesco Cossiga e Antonio Segni. Dopo pranzo partirà per Alghero dove inaugurerà il museo Casa Manno prima di riprendere il volo per Roma.

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Immagini articolo
  • Il presidente tra Ganau e Mastino (foto: SassariNotizie.com)
  • Napolitano ascolta in piedi l'inno sardo (foto: SassariNotizie.com)
  • Le domande degli studenti (foto: SassariNotizie.com)
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  • L'auditorium stracolmo di pubblico (foto: SassariNotizie.com)