lingua e letteratura

Sa limba, un patrimonio di ricordi
per i sardi che vivono all'estero

A Madrid un convegno interamente dedicato alla letteratura isolana
di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
Un momento del convegno di Madrid dedicato alla letteratura sarda (foto: Circolo Ichnusa)
Un momento del convegno di Madrid dedicato alla letteratura sarda (foto: Circolo Ichnusa)

SASSARI. Per i sardi che vivono lontani dall'isola la letteratura isolana è un patrimonio irrinunciabile: leggere un brano in limba spesso è l'unico modo per riportare in vita una marea di ricordi. Lo dimostra il convegno che si è svolto il 17 giugno a Madrid, con il patrocinio dall'assessorato regionale alla Cultura, per fare il punto sulla tutela della lingua sarda. Il dibattito, dal titolo "Literaduras de frontera", è stato organizzato dal Circolo dei sardi "Ichnusa" di Madrid, guidato da un instancabile emigrato, Gianni Garbati, cagliaritano trapiantato in Spagna da 12 anni. Nella capitale spagnola era presente l'assessore regionale alla Cultura Lucia Baire. Tra il pubblico, anche il responsabile culturale dell'Ambasciata Italiana Emanuele Rozo Sordini e i rappresentanti dell'Istituto Italiano di Cultura Davide Scalmani e Paola Cordone.

Tema dell'incontro, il progetto "Medi Terra", un'iniziativa ideata dalla casa editrice Condaghes, che vede inoltre coinvolte l'editoriale catalana Fonoll e quella corsa Albiana. I tre editori hanno unito i propri sforzi per proporre ai lettori delle rispettive realtà linguistiche una collana dedicata a scrittori sardi, catalani e corsi le cui opere vengono proposte contemporaneamente nelle tre lingue. Sono già disponibili i primi due romanzi: “A Ballu Tango”, di Antoni Arca, uscito in Corsica col titolo “Un tangò trà Argentina è Sardegna” e che a breve sarà pubblicato in catalano, e “L'utima pagina”, di George De Zerbi, nell'edizione sarda “S'ùrtima pàgina”. Hanno parlato diffusamente del progetto Jaume Graupera, della Fonoll, e Gianni Muroni, collaboratore della Condaghes e membro, insieme allo stesso Arca e a Antoni Buluggiu, della Als (Agentzia Literària pro su Sardu), che ha curato editing e traduzione per le opere in sardo.

Il linguista Xavier Frías Conde ha sottolineato, da parte sua, l'importanza di uno standard linguistico per il sardo, pena il rischio di estinzione. Un tentativo già messo in atto negli scorsi anni con lo standard "Limba sarda comuna". Frías ha inoltre illustrato al pubblico il corso di lingua sarda che tiene all'Università di Girona, con tanto di unità didattiche, a dimostrazione del fatto che ogni lingua può essere insegnata senza impedimento alcuno. Gli interventi dei relatori sono stati intervallati dalle letture curate dall'attore del Teatro Stabile della Sardegna, Cesare Saliu, che ha aperto proprio con un brano tratto da "A Ballu Tango", e ha terminato con una poesia di Luigi Cocco. Come a sottolineare che la musicità della poesia sarda non ha nulla da invidiare rispetto alle altre tradizioni poetiche europee.


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