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Il vento, lo spazio infinito, il dono della natura: passione Geocaching

Piace anche a Sassari la caccia al tesoro hi-tech
di Valentina Guido
La chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Osilo (foto: SassariNotizie.com)
La chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Osilo (foto: SassariNotizie.com)

SASSARI. Macchina fotografica a tracolla, zaino in spalla e navigatore gps in mano: è il geocaching, la caccia al tesoro più tecnologica e romantica del web. Tecnologica, perché alla meta si arriva seguendo le coordinate Gps (global position system); romantica, perché il viaggiatore ripercorre le tracce di chi, prima di lui, ha scelto di nascondere un tesoro nel luogo del cuore.


Nato in Oregon dieci anni fa, negli Stati Uniti, il passatempo più ambientalista del momento ha appena salutato la registrazione del milionesimo utente su geocaching.com, il sito ufficiale dei geocacher. Ma si stima che i “cacciatori” in tutto il mondo siano almeno 3 milioni, e nemmeno la Sardegna è rimasta esclusa da un fenomeno che, tramite internet, tocca tutti i continenti.


Per giocare, la prima cosa da fare è proprio iscriversi ad una comunità web. Per chi non mastica l'inglese, dal 2001 è on line il sito Geocaching Italia, sul quale gli utenti registrati possono cercare la caccia al tesoro più vicina a casa, oppure creare la propria. Come nel book crossing si disperdono negli angoli più impensati i libri amati per farli leggere ai passanti meno distratti, così nel geocaching si seminano indizi per condurre i curiosi a visitare un luogo speciale, il più delle volte escluso dai percorsi turistici tradizionali: un promontorio isolato che si affaccia su una vallata spettacolare; una chiesa in campagna nascosta da un boschetto di sempreverdi; la spiaggia bianca in cui è stata trascorsa l'estate del primo batticuore. E il fatto di dover raggiungere l'obiettivo affidandosi ad un navigatore gps rende la ricerca più tecnologica e avventurosa.

Sei cacce al tesoro nei dintorni di Sassari
Navigando sul sito geocaching.com, si scopre che nei dintorni di Sassari sono nascosti almeno sei “cache”, che in inglese si traduce “deposito di provviste o oggetti preziosi”: a Punta Giglio vicino ad Alghero, a Porto Ferro nella Torre di Bantine Sale, all'Argentiera, a Monte Baranta, a Castelsardo e a Osilo, dove SassariNotizie è riuscita a trovare il tesoro.


Osilo, nostra Signora di Bonaria
Trovare il tesoro non è stato difficile. Le coordinate indicate sul sito erano abbastanza precise, ma per riuscire nell’impresa è servito un pizzico di spirito d’osservazione. Per arrivare a destinazione bisogna incamminarsi verso nostra signora di Bonaria dopo aver superato il “Rifugio dell’aquila”. La chiesa domina un’altura lastricata di rocce argentate. Dall’alto si ammirano colline verdi, in parte deturpate da un numero impressionante di pale eoliche. Nei dintorni della chiesa è nascosto il “tesoro”, una scatola contenente oggetti semplici: penne, carte da gioco, monetine, palline, pesciolini di plastica. La regola è che si può prendere ciò che si vuole, purché si lasci qualcosa. Poi, nel diario di viaggio che si trova anch’esso dentro la scatola, bisogna annotare lo scambio di oggetti e, se lo si desidera, lasciare un messaggio. Questi sono quelli che abbiamo trovato noi, scritti in italiano, inglese e tedesco:
-Facile da trovare!-Danke, nice view!-E’ stata la prima cache di Corinna- Che freddo…ma che panorama mozzafiato!-Abbiamo trascorso un San Valentino diverso da tutti gli altri.
Ma il più bello è sicuramente questo:
«Il vento freddo e lo spazio infinito mi ricordano che la bellezza della natura è un dono incommensurabile».

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Immagini articolo
  • La chiesa di Nostra Signora di Bonaria a Osilo (foto: SassariNotizie.com)
  • Il "tesoro" e il navigatore gps (foto: SassariNotizie.com)