Nuovo carcere a Bancali, Giudici:
«No a detenuti in regime di 41 bis»

 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Ormai è un certezza: il tanto atteso carcere di Bancali ospiterà i detenuti sottoposti al regime del 41 bis, riservato ad autori di reati (anche in attesa di giudizio) di criminalità organizzata, terrorismo o eversione, quando ricorrano gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica. Ieri il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, ha inviato una lettera in cui manifesta la contrarietà dell’amministrazione provinciale all’ipotesi che il nuovo carcere di Sassari possa ospitare i detenuti in regime di “carcere duro” ex articolo 41-bis della legge sull’ordinamento penitenziario. La missiva è indirizzata al presidente del Consiglio, Mario Monti, al ministro di Grazia e giustizia, Paola Severino, al presidente della Regione, Ugo Cappellacci, ai parlamentari e ai consiglieri regionali del Nord Ovest Sardegna. Ecco il testo integrale.

Gentilissimi,
nel corso della seduta odierna, la giunta provinciale di Sassari si è confrontata in merito alle informazioni secondo cui il nuovo carcere di Sassari, in fase di realizzazione, si preparerebbe a ospitare i detenuti in regime di “carcere duro” ex articolo 41 -bis della legge sull’ordinamento penitenziario.
Inutile sottolineare che il fatto rappresenterebbe - sicuramente per la giunta provinciale, che sull'argomento si è espressa oggi in maniera molto chiara, ma ritengo per tutta l'amministrazione, che verrà immediatamente coinvolta nel confronto in atto - ragione di grande timore, anche e soprattutto per le conseguenze sociali che deriverebbero dalla presenza di un carcere di massima sicurezza in un territorio che da questo punto di vista pensava di avere già dato tanto, troppo, attraverso l'esperienza dell’isola dell’Asinara.
A provocare inizialmente tali timori sono state le notizie apprese nei giorni scorsi attraverso gli organi di informazione, rispetto alle quali - purtroppo - ho ricevuto da fonti ufficiali le conferme necessarie per trasformare i timori in autentica preoccupazione, maturando un sentimento di forte opposizione verso decisioni che, peraltro, vengono assunte senza tenere nella minima considerazione il parere della comunità locale e di chi la rappresenta.

Su preciso mandato della giunta che presiedo - e ritenendo di interpretare il sentimento di tutto l'ente e di tutto il Nord Ovest Sardegna - sento il dovere di chiedere che su un argomento di così grave delicatezza per il futuro di questo territorio si tenga nel dovuto conto la forte contrarietà che, rispetto a questo intendimento, penso e spero di condividere con tutti gli attori locali istituzionali, politici, sociali, economici e culturali.

Questo appello è rivolto tanto a chi ha potere di assumere decisioni, quanto a chi - attraverso il proprio esplicito consenso o anche solo attraverso il silenzio - ha permesso ancora una volta che il Nord Ovest Sardegna subisca decisioni altrui piuttosto che determinare autonomamente il destino.

Mi rivolgo pertanto al governo nazionale e alla giunta regionale, ai parlamentari e ai consiglieri regionali - e in particolari quelli espressi da questo territorio affinché ci si adoperi per evitare che Sassari debba sopportare quello che può definirsi un ennesimo torto.

Confidando nel positivo accoglimento della presente richiesta, resto in collaborativa attesa di ulteriori occasioni di confronto e porgo i miei più cordiali saluti

Alessandra Giudici

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