Tra due giorni l'Arpas a rischio
La denuncia della Cgil di Sassari

 (foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Tra due giorni, il primo luglio, saranno a rischio gli studi sulla bonifiche di Porto Torres e l'analisi dei campioni che si fanno abitualmente nel dipartimento dell'Arpas di Sassari. La denuncia arriva dalla Cgil: il primo luglio scadono i contratti dei precari, biologi, chimici, tecnici di laboratorio e impiegati e non si hanno soluzioni in vista. Sono 24 lavoratori del Dipartimento di Sassari e due di Cagliari: biologi, chimici, tecnici di laboratorio, periti chimici.

Cosa fa l'Arpas. «Si rischia la paralisi di alcune fondamentali attività - si legge in un comunicato del sindacato firmato dal segretario della sezione Funzione pubblica P.P. Spanedda - che, sono condotte dal personale precario con contratti CO.CO.CO. Le attività principali sono: quelle relativa alle bonifiche ed in particolare a quella del sito di Porto Torres; la quasi totalità delle attività laboratoristiche e di analisi dei campioni raccolti; l’intervento sulle emergenze ambientali legate alle fioriture delle alghe (vedi ad esempio Alghero); la parte preponderante dei monitoraggi sulle componenti ambientali, vedasi ad esempio gli interventi sui siti della Maddalena in previsione del G8; le attività relative all'inquinamento elettromagnetico; i controlli relativi alle acque di balneazione e al loro inquinamento; le emergenze ambientali relative alla pressione turistica; le attività relative all'inquinamento acustico».

La posizione dei precari. «Non c'è speranza che rinnovino i contratti - dice Marcello Mangone, che lavora all'Arpas - la situazione è lunga e complessa. Questi contratti sono stati rinnovati lo scorso 31 dicembre, ed erano stati firmati dal 2005, l'anno in cui ufficialmente ho iniziato io dopo quattro anni di tirocinio. Ora si sta si sta verificando la stessa cosa. In quell'occasione con una delibera erano stati prorogati i contratti e la situazione si è risolta. Noi abbiamo rivendicato le procedure di stabilizzazione ma l'amministrazione si è rifiutata (l'Arpas è un ente regionale, ndr), gli assessorati non l'hanno voluta». E nel frattempo sono stati fatti i concorsi, proprio in questi mesi, a cui i precari hanno pure partecipato, non da interni, ma solo con un punteggio «E così - continua Mangone - molti di noi sono scivolati, Non hanno passato le prove, alcuni già alla preselezione. Gli unici non a rischio sono gli otto contratti per posizioni per le quali sono stati espletati concorsi». I dipendenti sono in tutto 70 persone, di sicuro da giovedì, primo luglio, i precari saranno a casa, come anche chi ha passato il concorso. «E questo - continua Mangone - per un periodo di tempo ignoto». E le attività di monitoraggio ambientale dell'ente saranno probabilmente ridimensionate anche perché si stima che il personale sia comunque sottodimensionato.

Il territorio. Inoltre, come spesso accade, il Dipartimento di Sassari ha competenza anche per la provincia di Olbia-Tempio. Come se non bastasse il servizio è garantito dal Dipartimento di Sassari anche per la Provincia di Olbia – Tempio, solo dal personale in forza a Sassari che dispone di un organico ad oggi ancora insufficiente, anche solo per il territorio di competenza, addirittura il 60% della dotazione organica prevista, secondo la Cgil. Di tale personale circa il 40% è precario, si arriva all'80% se si considera il solo personale laureato non dirigenziale.

La richiesta di proroga. La FP CGIL di Sassari ha chiesto, al Presidente della Giunta Regionale, all’Assessorato Ambiente e alla Direzione Regionale dell’ARPAS la proroga dei contratti in scadenza il 30 giugno ma, a due giorni dalla fatidica data, non ha ancora ricevuto risposta.
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