sanità

Personale dimezzato per le trasfusioni
I talassemici sassaresi in allarme

di Michele Spanu | Twitter: @MicheleSpanu84
 (foto: www.tiomed.com)
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SASSARI. C'è aria di allarme tra i talassemici che vivono a Sassari: dal 1° luglio il centro trasfusionale potrebbe subire un ulteriore ridimensionamento di personale e i giorni di apertura passerebbero da sei a tre alla settimana. Francesco Zolo, presidente dell’Associazione dei Talassemici Sardi, manifesta tutta la sua preoccupazione per questa ipotesi con una lettera aperta indirizzata al commissario della Asl Paolo Manca. "Segnaliamo una grave inadeguatezza numerica del personale infermieristico e di tecnici di laboratorio, in quanto diverse figure presenti in passato non sono state rimpiazzate, creando una vera e propria emergenza nell’assistenza ai malati di cui la nostra associazione ne rappresenta le veci. Di recente ci è stato comunicato che c'è il rischio che il servizio trasfusionale venga ridotto da sei giorni settimanali a tre giorni, questo comporterà un ulteriore disagio per i pazienti".

Non è la prima volta che i talassemici si lamentano della situazione del centro. Ma oggi Zolo dice che questa decisione in estate è ancora più assurda. Perché è proprio in questo periodo che aumenta il numero di talassemici che arrivano sull'isola, magari per un periodo di vacanze. Il centro di Sassari è il secondo nell'isola per importanza. I talassemici che normalmente fanno trasfusioni nel centro sono circa 50. La maggior parte di loro sono sassaresi, ma c'è anche qualche studente universitario fuori sede.

Ora questa crisi peggiorerà una situazione già precaria, fatta di mancanza di privacy. "Vi è una palese promiscuità negli spazi condivisi e nella tipologia delle cure. Questo porta a gravi carenze nell’offerta del servizio, in quanto i due medici che da sempre si occupano di thalassemia, devono far fronte a tante altre problematiche, e ultimamente si vedono sempre meno, venendo sostituiti da figure professionali non specificamente formate sopra questa patologia, rendendo sempre più precario il riferimento da parte nostra a questo Servizio, considerata la già gravosa condizione di dipendenza vitalizia da questo tipo di cure".

Zolo, come tutti gli altri talassemici, aspetta una risposta immediata della autorità sanitarie. Di sicuro il fatto è di una gravità tale che travalicherà sicuramente i confini dell'isola. "Se ci portano a fare la guerra per sopravvivere la faremo".


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