Caso Cobec, duro attacco del sindacato La Cgil vuole denunciare Rinaldo Carta

venerdì 21 marzo 2014

SASSARI. L'ultima stoccata è arrivata ieri sera dalla Cgil. Attraverso una nota stampa il segretario provinciale, Antonio Rudas, ha reso noto che il sindacato è pronto a presentare un esposto in Procura contro l'amministratore unico della Cobec, Rinaldo Carta. Una denuncia formale in cui i legali della Cgil ipotizzeranno a carico dell'imprenditore sassarese i reati di evasione fiscale e di istigazione a delinquere.

La presa di posizione assunta da Rudas e da tutto il sindacato, arriva al termine di due settimane fatte di lotte intestine e di tentativi di mediazione. Quindici giorni durante i quali i lavoratori, i sindacati e i dirigenti del gruppo Cobec hanno cercato di trovare un accordo sugli strumenti da utilizzare per combattere la crisi economica che sta attanagliando i supermercati sparsi sul territorio regionale. Ma, vista l'assenza di una sintesi comune, le parole si sono presto trasformate in intimidazioni e carte bollate.

La vicenda. Lo scontro è scoppiato improvvisamente lo scorso sei marzo quando le redazioni giornalistiche hanno ricevuto una lettera firmata "un gruppo di lavoratori disperati”. I toni e i contenuti della missiva erano chiari: i dipendenti non volevano scendere a compromessi con chi gli chiedeva di ridursi gli stipendi e di fare degli straordinari non pagati per tenere viva un'azienda in difficoltà. Poche righe capaci di scatenare l'ira dei sindacati che immediatamente hanno attaccato la gestione Carta parlando di proposte inaccettabili. Ma nel momento più difficile della storia del gruppo Cobec, quando anche l'opinione pubblica iniziava a storcere il naso, un nuovo colpo di scena ha stravolto il quadro generale. Durante un incontro con Rinaldo Carta, una larga maggioranza di lavoratori ha difeso a spada tratta il proprio datore di lavoro e tutto il suo staff. Il motivo? Semplice. Secondo loro, la dirigenza è sempre stata vicina alle necessità di ogni singolo lavoratore. Che tradotto significa: molti dipendenti sono pronti a rinunciare a qualcosa pur di conservare e di tutelare la propria posizione lavorativa.

La reazione. L'esito della trattativa non è piaciuto alla Cgil che dopo aver preso atto della reazione dei lavoratori, ha dichiarato di voler denunciare quanto accaduto alla Procura della Repubblica. Anche perché, sempre secondo il sindacato, dietro l'apertura dei dipendenti ci sarebbero delle pressioni fatte dalla dirigenza Cobec. Una situazione complessa che potrebbe trovare nei corridoi del tribunale la sue verità definitive.

 

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