Chiuso il dormitorio comunale di Oristano: non è anti-Covid

lunedì 1 giugno 2020
L’ultimo atto è la chiusura, non si sa ancora se definitiva, del dormitorio di via Palmas, decisa dalla ASSL e posta in essere dal PLUS di Oristano venerdì 29 maggio.
La vicenda aveva preso inizio nella prima settimana di marzo, quando i volontari dell’associazione Domus Oristano, che gestiscono il dormitorio in convenzione con il PLUS, segnalavano la situazione di oggettivo pericolo di contagio a cui erano esposti gli ospiti del dormitorio, costretti a trascorrere il giorno all’aperto, in condizioni igienico-sanitarie precarie, e la notte in spazi troppo ristretti per attuare le misure di distanziamento che si andavano profilando.
Un confronto con il sindaco e i Servizi sociali aveva quindi  portato alla soluzione non più rimandabile di collocare in hotel gli ospiti allora presenti in dormitorio.
La situazione si è protratta fino a quando, il 18 maggio, è stata stabilita la fine ufficiale del lockdown, pur nel permanere dell’emergenza sanitaria.
Alla richiesta della ripresa del servizio, i volontari del dormitorio hanno chiesto alla ASSL un controllo degli spazi e un preciso protocollo a cui attenersi, per garantire sicurezza a se stessi e agli ospiti, ed evitare ulteriori occasioni di diffusione del virus.
La risposta dell’Ufficio di Igiene ha sciolto ogni dubbio: per la disposizione degli spazi, evidentemente inadeguati in tempi di Covid, il dormitorio non può riaprire nei locali fino ad ora utilizzati.
Ai sensi del regolamento del dormitorio, il PLUS ha comunicato agli ospiti presenti in hotel  il non reinserimento, giustificando la decisione con lunga permanenza in struttura, ma dichiarando di impegnarsi a sostenerli nella ricerca di una soluzione abitativa alternativa, almeno per il mese di giugno.
Al momento questo sembra essere il capolinea di una vicenda che per quasi sei anni ha visto  decine di volontari impegnati nell’accoglienza di ormai un centinaio di persone senzatetto, provate dalle più svariate vicende della vita e spesso alla ricerca di una dignità e di una voglia di ricominciare che sembrava perduta. Volontari che non si vogliono arrendere e che da un pezzo  sono alla ricerca di locali che garantiscano un  servizio migliore in favore dei tanti che ogni notte occupano panchine, parcheggi, rifugi di ogni genere.

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