"Immaginando Gramsci":primo premio ad un gruppo di studenti del Liceo Azuni di Sassari

venerdì 20 novembre 2020
Sassari. Sei allieve e due allievi del Liceo Classico Azuni di Sassari, ora iscritti al quarto anno di corso, si sono aggiudicati il primo premio nella sezione riservata alle scuole superiori dell’ottava edizione  del concorso “Immaginando Gramsci” per l’anno scolastico 2019-2020, rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado della Sardegna. Enrico Corrias, Francesca Crobu, Claudia Mangano, Isabella Masia, Giorgia Obino, Miriam Serra, Cecilia Tanda e Gabriele Vargiu, che hanno partecipato al concorso quando frequentavano la classe 3^C guidati dalla loro insegnante di italiano, la professoressa Claudia Zichi, si sono aggiudicati buoni per un valore di ottocento euro da spendere per l’acquisto di libri e materiale didattico. Il concorso è stato promosso dall’Associazione “Casa Natale A.Gramsci” di Ales, dall’Istituto Gramsci della Sardegna e dall’Associazione per Antonio Gramsci di Ghilarza, con il supporto del “GramsciLab” dell’Università di Cagliari, con l’obiettivo di introdurre la figura di Antonio Gramsci nell’attività didattica delle varie scuole e di fare interagire i suoi scritti con le conoscenze degli studenti e le loro aspettative per il futuro. Per la partecipazione al concorso sono stati richiesti elaborati scritti, grafici o prodotti multimediali ispirati alla biografia e all’opera di Gramsci, a cura di singoli studenti, gruppi o intere classi, con un titolo assegnato e un’introduzione al contenuto. Gli organizzatori del concorso, tra l’altro, raccoglieranno i migliori elaborati in una pubblicazione che sarà poi distribuita a tutte le scuole partecipanti. All’iniziativa dedicata al grande pensatore sardo, che è l’intellettuale italiano più letto nel mondo, gli studenti del Liceo Azuni hanno partecipato con un elaborato scritto dal titolo “Il Gobbo di Ghilarza”. Un titolo davvero originale, e non certo irriverente, che ricorda l’episodio in cui i compagni del corso universitario di filosofia teoretica dissero al docente della disciplina, il professor Pastore, di guardarsi da Gramsci perchè non era che un gobbo e l’insegnante rispose loro che quel ragazzo sardo lo era, si, gobbo, ma che gobbo! Il testo è suddiviso in quattro capitoli, più un’introduzione e un epilogo. Il primo capitolo ruota intorno al rapporto di Antonio con il fratello Gennaro negli ultimi tempi della loro convivenza a Cagliari, mentre il secondo è incentrato sulla passione di Gramsci per gli studi linguistici e per la glottologia, che gli fu trasmessa a Torino dal professor Bartoli,  uno dei suoi docenti universitari. Il terzo capitolo, invece, esplora il rapporto con le tre sorelle Schucht, una delle quali divenne sua moglie, che hanno avuto in modi e tempi diversi un profondo legame con Gramsci ormai adulto. Il quarto capitolo presenta infine la figura di Gramsci intellettuale a tutto tondo e propone un suo incontro immaginario con lo scrittore russo Lev Tolstoj, spesso nominato nei quaderni e nelle lettere. L’epilogo ricorda il peso che ebbe nella vita di Gramsci il “morbo di Pott”, di cui egli soffriva, e racconta di Antonio che in punto di morte, peraltro in coincidenza con la sua scarcerazione, “dialoga” con la sua gobba e tira le somme della propria esistenza.

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