Finanziamenti e di organizzazione dell’Università di Cagliari al vaglio della Corte dei Conti

giovedì 3 dicembre 2020
Cagliari. Ieri la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti (Presidente Donata Cabras, relatore Consigliere Maria Paola Marcia) si è riunita in Adunanza pubblica per deliberare sugli esiti dell’indagine di controllo “Il sistema di finanziamento e di organizzazione dell’Università degli Studi di Cagliari” alla presenza del Rettore, del Direttore Generale nonché dei Presidenti del Collegio dei Revisori dei conti e del Nucleo di valutazione della stessa Università.
Le attività di controllo hanno consentito di riscontrare, presso l’Università di Cagliari, il consolidamento dei nuovi modelli organizzativi e di contabilità, tali da garantire l’individuazione della situazione economico-patrimoniale e la valutazione dell’andamento complessivo della gestione,  realizzando il principale intendimento della riforma di cui alla legge 240/2010, diretta ad introdurre canoni di trasparenza, strumentali alle misurazioni del grado di conseguimento degli obiettivi istituzionali da parte dell’Università e le opportune misurazioni/comparazioni tra le diverse realtà Universitarie italiane, a garanzia della equa e corretta distribuzione dei finanziamenti pubblici (secondo i parametri prefissati in sede nazionale). Si è, altresì, constatata l’effettività di funzionamento del sistema dei controlli interni.
L’esame comparato delle poste dello stato patrimoniale per ciascuno degli esercizi 2017, 2018 e 2019 evidenzia un costante aumento delle attività, passando da € 399.878.659,22 del 2017 a € 487.960.557,65 del 2019. Il patrimonio netto si incrementa, nel periodo 2017- 2019, di € 21.429.954,21 passando da € 142.512.347,08 del 2017 ad € 163.942.301,29 del 2019.
Il Conto economico presenta risultati di esercizio positivi per ognuno degli anni oggetto dell’indagine (2017/2019), passando da euro 7.371.935,29 per il 2017 ad euro 10.817.700,07 per il 2019.
Le risorse complessive dell’Ateneo trovano la loro fonte principalmente nei finanziamenti dello Stato (il Fondo Finanziamento ordinario passa da euro 114.872.728,00 nel 2015 a euro 117.430.389,00 nel 2019), nei consistenti  finanziamenti della Regione Sardegna (che incidono nel 2019 per il 12% circa dei proventi complessivi) e nei proventi derivanti dalle tasse e dai contributi degli studenti.
I proventi derivanti dalle tasse e dai contributi degli studenti subiscono un costante decremento passando da euro 22.155.493,23 dell’anno 2015 ad euro 17.628.257,32 del 2019. Ciò è ricollegabile sia alle politiche dell’Università di Cagliari di esonero dalle tasse per un maggiore platea di studenti, sia ad un sensibile calo degli iscritti complessivi, nonostante un leggero aumento delle immatricolazioni nel corso del 2018 e del 2019.
La ristrutturazionedell’organizzazione ha visto l’accorpamento dei Dipartimenti (da 45 a 15 nel 2019), ora titolari di tutte le funzioni didattiche e della Ricerca scientifica. Le Facoltà, private delle funzioni didattiche, sono passate da 11 a 6 (quali “strutture di raccordo” tra più Dipartimenti).
Per quanto concerne il personale, le politiche di contenimento stabilite a livello statale hanno determinato un significativo decremento del personale non docente (da 995 unità nel 2016 passano alle 934 unità nel 2019). Per contro il personale docente, tenendo conto dei ricercatori a tempo determinato ex lege n. 240/2010, registra un incremento da 927 a 964 unità.
I corsi di laurea, triennale, magistrale e a ciclo unico, sono passati da 77 dell’A.A. 2016/2017 ad 81 nel 2019/2020.

La Sezione si è soffermata sulla problematica della flessione delle iscrizioni (cui corrisponde, tra l’altro, il decremento delle entrate a titolo di tasse universitarie) e sulla consistenza numerica dei fuoricorso. Gli studenti iscritti complessivamente nell’a.a.2019/2020 ammontano a 25.027 a fronte di 26.069 iscritti nell’A.A. 2016/2017. Gli studenti fuori corso sono passati da 10.074 del 2016/2017 a 8302 nel 2019. Ad avviso della Sezione il superamento di tali problematiche riveste importanza fondamentale, essendo tali questioni strettamente collegate al “conseguimento del pieno successo formativo degli studenti dell’istruzione superiore”, secondo quanto espressamente disposto dalla riforma dell’intero sistema e dell’assetto universitario (v. art. 5, comma 6 L. 240/2010).

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