carcere indicativa Pixabay
Sassari. Quella di ieri, nella Casa circondariale di Bancali a Sassari, sembrava una serata tranquilla. Ma poi, come denuncia il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, è andata in scena una serata di ordinaria follia.
Ricostruisce gli eventi Antobio Cannas, delegato nazionale per la Sardegna del SAPPE: “Verso le 20.00, nei locali dell’infermeria, un detenuto lavorante veniva sottoposto a visita perché, a suo dire, non stava bene. Pretendeva che il medico gli giustificasse, con un certificato medico, la sua assenza dal lavoro del mattino; alla ovvia e comprensibile comunicazione del medico che non avrebbe potuto farlo perché non poteva certificare un fatto precedente al suo turno di lavoro, il detenuto, non contento della risposta, prima ha annuito e poi gli si è scagliato contro con violenza. Solamente il tempestivo intervento del poliziotto lì presente ha consentito, se pur a fatica, a bloccare il malintenzionato. La cosa grave è che ad ora il detenuto è nella sua cella e nessun provvedimento è stato preso in merito, a livello disciplinare e penale”.

“Una storia di ordinaria follia, come purtroppo sempre più frequentemente accadono nelle carceri sarde e italiane”, commenta il segretario generale del SAPPE Donato Capece. “Servono interventi urgenti e strutturali che restituiscano la giusta legalità al circuito penitenziario intervenendo in primis sul regime custodiale aperto. I numeri degli eventi critici accaduti nelle carceri italiane nel primo semestre del 2022 sono allucinanti: 5.885 atti di autolesionismo, 45 decessi per cause naturali, 30 suicidi e 814 sventati dalla Polizia Penitenziaria, 4.023 colluttazioni, 560 ferimenti. In pratica, ogni giorno nelle carceri italiani succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre. Le carceri sono un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria”.