Parte dalla Sardegna una nuova battaglia sui Buoni Fruttiferi Postali. Adiconsum Sardegna – che ha già ottenuto una vittoria dinanzi all’Antitrust, con la sanzione da 1,4 milioni di euro inflitta dall’Autorità a Poste Italiane per le informazioni ingannevoli rese agli utenti circa i termini di prescrizione dei titoli – ha deciso infatti di lanciare una nuova offensiva legale relativamente ad una prassi adottata dalla società a danno dei risparmiatori.

“Nonostante diverse pronunce dei Tribunali di tutta Italia che hanno dato ragione ai titolari di Buoni fruttiferi postali, Poste Italiane S.p.A. persiste nel procedere alla capitalizzazione annuale degli interessi di volta in volta maturati sulle somme investite dai possessori dei buoni, al netto dell’imposta sostitutiva anziché al lordo – spiega il presidente Giorgio Vargiu – La prassi di Poste di anticipare indebitamente il momento impositivo, che per legge è fissato alla data in cui i buoni vengono rimborsati, porta ad una riduzione dell’importo da liquidare agli investitori, i quali subiscono un danno patrimoniale che può assumere anche una consistenza significativa”.

Adiconsum fa quindi un esempio pratico: ipotizzando un buono ordinario dell’importo di Lire 5.000.000 emesso a maggio del 1992 ed in liquidazione nel gennaio 2023, Poste andrà a corrispondere all’investitore l’importo di 28.441 euro, anziché quello di 33.352 euro che si determinerebbe con la corretta applicazione della ritenuta d’imposta. Una perdita netta per il risparmiatore di ben 4.911 euro.

Per tale motivo Adiconsum Sardegna, che sta studiando ricorsi e denunce da intraprendere contro Poste Italiane, invita tutti i cittadini della regione titolari di Buoni Fruttiferi Postali a rivolgersi alle sedi locali dell’associazione, per avviare le pratiche finalizzate ottenere il pagamento delle somme indebitamente trattenute dall’azienda.