La tappa di Roma è speciale. A renderla tale concorrono tre fattori: sede, organizzazione e svolgimento.

La sede
La Casa del Cinema, posta all’interno dello splendido Parco di Villa Borghese, a pochi metri da via Veneto, è uno dei luoghi simbolo del cinema italiano nel mondo. È stata riaperta da poche settimane dopo essere stata sottoposta a una serie di interventi di restyling che l’hanno restituita ancora più bella ed esclusiva. Il nostro cinema ‘Made in Sardegna’ sarà ospitato nella sala cinematografica d’eccellenza denominata “Cinecittà”. Dotata di 118 posti è diventata una realtà importante per quanti operano nel cinema e nell’audiovisivo e per tutti i cinefili. Ospita abitualmente proiezioni, festival, rassegne e conferenze stampa.

L‘organizzazione
I compiti organizzativi sono stati affidati, come negli ultimi anni, all’Associazione dei Sardi di Roma “Il Gremio” che offre le più ampie garanzie di successo. Retto da Antonio Maria Masia occupa nel mondo dell’associazionismo, una posizione di assoluta preminenza per quantità e qualità delle sue iniziative. Il Circolo, operando in Roma, capitale d’arte e cultura, ha improntato, sin dalla sua costituzione (nel 1911 come Associazione dei Sardi Roma, e 1948 con il nome Gremio), la sua attività su alti livelli di eccellenza. Fra le tante manifestazioni si distinguono i periodici “Incontri con il Cinema sardo” magistralmente diretti da Franca Farina. I tanti sardi, artisti, professionisti e intellettuali, che vivono nella capitale vedono ne “Il Gremio” un prestigioso e prezioso punto di riferimento.

Modalità di svolgimento
La serata dedicata al Cinema Made in Sardegna si aprirà con la presentazione di “Bentu”, ultimo capolavoro di Salvatore Mereu. In tema con la Giornata mondiale dell’ambiente che cade proprio il 5 giugno sarà proiettata una storia senza tempo del rapporto uomo e terra.
Il protagonista ha raccolto il grano e da giorni aspetta che il vento arrivi e lo aiuti a separare i chicchi dalla paglia. Egli ha ingaggiato una vera sfida con la natura e con il vento.
La presenza di Salvatore Mereu nella serata dedicata ai registi di Visioni Sarde non è casuale. L’artista proviene, infatti, dalla fila dei tanti registi che dopo l’esordio a Visioni Italiane hanno poi proseguito brillantemente la loro carriera raggiungendo pieno successo.

L’incontro con il giovane cinema isolano sarà impreziosito dalla presenza in sala dei registi e dall’assegnazione del Premio del Pubblico.

Gli spettatori avranno, pertanto, la possibilità di passare da un ruolo meramente passivo e contemplativo ad uno attivo, scegliendo il film preferito fra quelli proposti.
I protagonisti della serata saranno, quindi, i magnifici sette cortometraggi, introdotti e presentati, unitamente ai registi, da Antonio Maria Masia e dal critico cinematografico Raffaele Rivieccio. I corti di Visioni Sarde continuano quindi il loro viaggio in giro per il mondo fermandosi questa volta in Roma Capitale; essi si caratterizzano per un ampio spettro tematico che ben interpreta le multiformi facce della cultura sarda.
Eccoli in rigoroso ordine alfabetico:
● “12 Aprile” di Antonello Deidda. Un ironico viaggio nel tempo che unisce il mitico giorno, in cui nel 1970 la squadra di calcio del Cagliari vinse lo scudetto e quello del 2020, in pieno lockdown, in una città deserta e inquietante;
● “Fradi miu” di Simone Contu. Un pastore deve vendicare la morte del fratello maggiore, ucciso molti anni prima sotto i suoi occhi di adolescente. Ma la vendetta non si addice alla sua indole pacifica, o almeno così sembra;
● “Mammaranca” di Francesco Piras. Giovanni e Michele hanno undici e nove anni e vivono in un quartiere popolare della periferia di Cagliari. La vita dei due bambini sembra cambiare dopo l’arrivo improvviso di un gratta e vinci;
● “Santamaria” di Andrea Deidda. Negli anni d’oro della boxe un giovane si prepara al primo incontro della sua carriera: la scalata all’Olimpo del pugilato inizia sul ring di un piccolo paese dove finte, diretti e montanti svelano la potenza dei sogni di un boxeur ragazzino;
● “Senza te- Without you” di Sergio Falchi. Un anziano che ha perso la moglie vive da solo il primo periodo della pandemia. A causa del Covid non può avere rapporti neppure con la nipote che gli porta da mangiare e vive nel ricordo dell’amore della sua vita;
● “Una splendida felicità” di Simeone Latini. Eleonora ha 16 anni ed è pietrificata da ciò che sta accadendo. Più il virus si diffonde, più la paura paralizza la sua vita di adolescente, con la famiglia e gli amici. Troverà la forza rifugiandosi nella poesia e in lei risuoneranno le parole di conforto e incoraggiamento della nonna;
● “La Venere di Milis” di Giorgia Puliga. La storia si dipana tra tentativi di imboscamento da parte di Toni agricoltore rassegnato, equivoci e momenti di suspense, con le donne del passato lontano o quelle del presente sempre forze motrici del destino degli uomini.

La cerimonia di consegna del Premio del Pubblico a cura de Il Gremio concluderà l’evento.
Il tour cinematografico di Visioni Sarde è stato fortemente voluta dalla Fondazione Sardegna Film Commission per raccontare nel mondo con l’universale linguaggio cinematografico la Sardegna e tutta la sua incomparabile ricchezza culturale, ambientale e storica. La sua direttrice Nevina Satta presenzierà l’incontro di Roma. Saranno presenti anche Anna Di Martino, direttrice del Festival Visioni Italiane, Bruno Mossa, presidente dell’associazione di promozione cinematografica “Visioni da Ichnussa” ed Enzo Cugusi, in veste di coordinatore della manifestazione.
La serata del 5 giugno (Casa del Cinema, ore 16.00) è da non perdere assolutamente. Essa permette agli spettatori di gettare uno sguardo sul nuovo cinema sardo per scoprirne il valore e la vitalità e ai cineasti e professionisti del cinema di scambiarsi idee e opinioni sul futuro della cinematografia Made in Sardegna.

L’ingresso è gratuito ma occorre la prenotazione. Chiamare: Franca 3479621135, Antonio 3356960036, Ivan 3921352478.

Bruno Mossa*

*Presidente dell’associazione di promozione cinematografica “Visioni da Ichnussa”