Sassari. In un’epoca in cui la cucina viene spesso associata a show televisivi, competizioni tra chef e format di successo come MasterChef, è importante ricordare che, lontano dai riflettori, esiste un mondo fatto di sacrifici, lavoro quotidiano e passione autentica. La ristorazione è un mestiere complesso, che richiede dedizione costante, capacità organizzative, creatività e profondo rispetto per la tradizione. Sempre più spesso, la cucina diventa linguaggio culturale, elemento centrale nelle celebrazioni popolari, nelle rievocazioni storiche e nei momenti di aggregazione. In questo contesto, la figura del cuoco artigiano, radicato nel territorio e nella memoria collettiva, assume un ruolo fondamentale nel custodire e tramandare l’identità gastronomica locale. Tra le vie del centro si nascondono attività che raccontano la storia autentica di un territorio ricco e profondo come quello di Sassari. È proprio in questi luoghi che operano professionisti silenziosi ma fondamentali per l’identità cittadina.
La città di Sassari può infatti vantare figure come Gesuino Correddu, di cui oggi abbiamo scelto di raccontarvi la storia.
Con oltre 50 anni di attività lavorativa alle spalle, di cui circa 7 trascorsi nella ristorazione in Germania e ben 43 dedicati alla cucina tipica sassarese e locale, Gesuino Correddu – che ad agosto compirà 69 anni – è ormai un’istituzione in città. La sua trattoria-pizzeria omonima è conosciuta e apprezzata da tutti per la cucina semplice, familiare, ma sempre curata e di ottima qualità.
«Ho iniziato come cameriere nei vari alberghi e ristoranti di Alghero, poi mi sono spostato a Santa Teresa di Gallura», racconta Gesuino, originario di Alghero ma residente a Ossi da 63 anni. Nel suo locale svolge le mansioni di cameriere, pizzaiolo e ancora oggi si diletta come chef, supportando la bravissima cuoca che da ben 25 anni lavora con lui.
«A metà degli anni Settanta partii per la Germania, a Francoforte, per lavorare in un ristorante di cucina tipica sarda – continua – ed è per questo che, quando ricevo clienti tedeschi in occasione di eventi come la Cavalcata Sarda, riesco a parlare con loro e raccontare le bellezze della nostra città».
«Quando aprii il mio primo locale a Sassari nel 1982, in via Alghero, puntai tutto sulla cucina tradizionale sassarese e sarda. Con il tempo ho ampliato l’offerta con piatti della cucina nazionale, ma niente nouvelle cuisine: qui i clienti se ne vanno soddisfatti per i pantagruelici piatti che offriamo».
È stato un gruppo di amici a suggerirgli di puntare sulla cucina tradizionale sassarese. «Iniziai a cucinare e offrire piatti come cordula con piselli, favette a ribisale, piedini di agnello, lumache e lumaconi, e tante altre specialità tipiche che ancora oggi cucino personalmente».
«Nei primi anni – prosegue – con l’aiuto di mia madre e mia zia, proponevo anche pasta fresca: gnocchi alla sarda e ravioli di ricotta. All’epoca era una novità nella ristorazione locale».
Negli anni ’90, Gesuino si trasferisce in via Torres, dove tuttora si trova il ristorante, a poca distanza dalla Camera di Commercio, dal Museo Sanna e dagli hotel Leonardo da Vinci e Grazia Deledda. Da qui nasce una collaborazione ancora attiva, che gli ha permesso di ospitare personaggi famosi dello spettacolo e fidelizzare clienti da tutta l’isola e dal resto d’Italia: tra gli ospiti Claudio Baglioni, Renzo Arbore, Simona Ventura, Katia Ricciarelli, Pino Daniele, Sting e molti altri.
«Ci sono clienti storici che vengono nella mia trattoria da 40 anni, ogni volta che si trovano a Sassari», racconta con orgoglio. Un altro suo vanto è l’arredamento del locale, decorato con quadri di artisti sassaresi: «Sì, ne sono fiero. Tutti i quadri sono di pittori locali come Liliana Cano, Sisigno Usai, Francesco Becciu e Salvatore Delitala, che sono stati anche miei clienti».
Un altro primato della trattoria Gesuino è la scelta di non fare servizio d’asporto né online né con corrieri, e di non proporre menù a prezzo fisso. «La pizza ha un sapore unico solo in pizzeria – afferma – e per il menù fisso… sono io a proporre, in base alle esigenze del cliente, un menù personalizzato sotto mio consiglio».
In un periodo in cui il settore terziario, e in particolare quello della ristorazione, affronta difficoltà crescenti tra rincari, incertezza economica e concorrenza globale, la presenza di realtà solide e longeve come quella di Gesuino Correddu rappresenta un segnale positivo anche dal punto di vista dei servizi. Mantenere aperta un’attività per oltre quarant’anni è oggi una testimonianza di resilienza, affidabilità e radicamento nel tessuto cittadino: un valore aggiunto per la comunità e per il territorio.
Ora lo storico chef si prepara ad accogliere le comitive per la Cavalcata Sarda del 18 maggio. «È l’unica domenica dell’anno in cui apro – dice con orgoglio – e per l’occasione proporrò un menù rigorosamente legato alla tradizione culinaria sassarese: gnocchetti, ravioli, il nostro immancabile porcetto arrosto e dolci tipici come flambè, seadas e altro ancora».
L’occasione di coniugare il buon cibo con la cultura, è offerta dai tanti appuntamenti de “Il Maggio Sassarese” che si conferma, anche nel 2025, un momento centrale per la vita culturale cittadina. Il ricco calendario di eventi proposto dal Comune – tra arte, musica, teatro, danza e tradizioni popolari – dimostra quanto la città sia viva e dinamica. Un mese che celebra l’identità, la memoria e l’orgoglio locale, attirando visitatori da ogni parte della Sardegna e non solo. Manifestazioni come la Cavalcata Sarda, le rassegne teatrali, i concerti e le mostre offrono a cittadini e turisti un’occasione preziosa per riscoprire il legame profondo tra cultura, territorio e comunità.
GF&DP



