Con il decreto attuativo pubblicato in Gazzetta il 21 agosto 2025, il bando a fondo perduto Resto al Sud 2.0, estensione del precedente bando Resto al Sud, è finalmente realtà. Questo significa che gli imprenditori possono iniziare a fare domanda per sfruttare tutte le agevolazioni previste dalla nuova misura, destinata a sostenere la nascita e lo sviluppo dell’imprenditoria nel Sud Italia.
Il programma è figlio del D.L. Coesione, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 maggio 2024, e prevede un finanziamento a fondo perduto finalizzato a favorire l’occupazione e in generale lo sviluppo dell’imprenditoria nel Mezzogiorno.
Prima di conoscere meglio come funziona il bando, è opportuno fermarsi un attimo sul concetto di fondo perduto. Con questo termine si fa riferimento ad una forma di finanziamento che non deve essere necessariamente finanziata. Mentre i prestiti tradizionali richiedono la restituzione totale del capitale, con tanto di interessi, i contributi a fondo perduto vengono erogati direttamente da entità governative o altre organizzazioni che mirano a favorire lo sviluppo di attività economiche a vantaggio di tutta la collettività e, come specificato, non devono essere restituiti.
Chiarito questo importante concetto, passiamo alla parte più interessante per gli imprenditori: il finanziamento. Il programma, che ha a disposizione ben 495 milioni di euro per promuovere l’imprenditoria meridionale, prevede il rilascio di voucher fino a 40.000 euro, che possono diventare 50.000 se destinati all’innovazione, alla digitalizzazione o alla sostenibilità. A disposizione degli imprenditori vengono inoltre messi contributi a fondo perduto che coprono fino al 75% delle spese previste per investimenti fino a 120.000 euro, e fino al 70% delle spese previste per investimenti tra 120.000 e 200.000 euro.
Oltre alle risorse economiche, gli imprenditori possono beneficiare anche di servizi di tutoring pari ad un valore di 5.000 euro, venendo formati nei settori amministrativo, gestionale e commerciale del loro mercato di riferimento. Il supporto finanziario e quello tecnico permetteranno agli imprenditori di lanciare le loro attività con una base economica solida e con le giuste competenze per compiere i primi passi nel complesso mondo imprenditoriale.
Possono fare domanda gli imprenditori under 35 residenti nelle regioni meridionali d’Italia. Tra i potenziali beneficiari rientrano anche i giovani inoccupati, inattivi o disoccupati; i giovani in condizioni di marginalità, cioè che si trovano in una situazione di svantaggio secondo il Piano Nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027; i disoccupati che partecipano a programmi di politica attiva, come il percorso GOL. Possono inoltre presentare domanda sia le persone fisiche che le società, a patto che siano controllate effettivamente da giovani under 35 per almeno 3 anni.
Una volta verificato di possedere i requisiti necessari, è possibile presentare la domanda. Benché il bando è stato progettato per garantire la massima chiarezza e trasparenza, e i passaggi siano stati semplificati, chi non ha grande dimestichezza con la burocrazia potrebbe incontrare delle difficoltà. È dunque consigliabile rivolgersi a professionisti del settore, come gli esperti di restoalsudcontributi.it che, oltre a fornire supporto per la domanda al bando Resto al Sud 2.0, forniscono anche una consulenza gratuita per trasformare in realtà la propria idea imprenditoriale.
