di Paolo Rubattu

Sassari. Nella bella vittoria in Europe Cup ieri, 29 ottobre, al PalaSerradimigni contro i tedeschi del Rasta Vechta, la Dinamo Banco di Sardegna ha mostrato due facce: quella del primo tempo, senza intensità, senza idee offensive, e quella del secondo, pronta ad azzannare una partita che sembrava già persa.

Un primo tempo da horror, ma un secondo da applausi. Le chiavi del match sono state senza dubbio l’intensità e le migliori letture offensive nella seconda metà, ma ciò che ha fatto davvero la differenza è che due giocatori (Johnson e Marshall) che fino a ieri avevano solo fatto intravedere le loro capacità sono entrati con una faccia e una voglia di vincere diversa rispetto alle altre partite.

Il talento dei due non si discute, ma entrambi davano l’impressione di aver bisogno di una “iniezione di fiducia” per poter iniziare a sfruttare il loro reale potenziale, e una volta che l’hanno fatto per il Rasta Vechta si è messa male.

Quel che è certo è che al rientro dagli spogliatoi è cambiato tutto. La Dinamo era già in campo molto prima della sirena, le facce dei giocatori sembravano diverse e non appena le squadre hanno iniziato a giocare si è percepito subito il cambio di intensità.
Che Bulleri nell’intervallo abbia usato le parole giuste e dato una bella carica?

Buie non potrà trascinare per sempre la Dinamo, ci sarà bisogno di tutti per proseguire la stagione nel migliore dei modi e soprattutto per ottenere la prima vittoria in campionato. Si spera che sabato contro Udine a entrare in campo sia direttamente la squadra del secondo tempo di ieri.

La partita

Nei primi due quarti gli uomini di Bulleri ci hanno capito poco, in difesa non chiudevano mai sul tiro da tre e quando lo facevano spesso cadevano sulle finte degli avversari che poi andavano dentro indisturbati.
I tedeschi nei primi due quarti hanno sì tirato con percentuali altissime dal campo, ma c’è anche da dire che la Dinamo qualche distrazione difensiva l’ha avuta, ha perso davvero troppi palloni (12 contro 5 perse dei tedeschi), e che l’energia era tutta a favore degli ospiti.
L’inizio in attacco dei biancoblù è stato un isolamento dopo l’altro, spesso con un tiro forzato 1 contro 2 o qualche avventurosa penetrazione, con il solo e solito Buie a salvarsi tra gli esterni nel primo tempo.
Buon impatto del recuperato Mezzanotte, che tra i lunghi sembra avere qualche arma in più nel suo repertorio potendo sfruttare sia la sua stazza da sotto sia un discreto tiro dalla media nel pick n’ pop.
Si va all’intervallo 53-39 per i tedeschi, vantaggio ampiamente meritato.

Secondo tempo: Johnson si carica la squadra sulle spalle e con 3 triple e un canestro di fila (parziale di 11-0 per i sardi) e la partita in un lampo è riaperta.
Ma alla Dinamo non basta e continua a difendere con un’intensità che forse quest’anno non si era ancora vista, e quando si difende bene, si recuperano palloni e si può correre in transizione, fare canestro diventa più semplice.
Johnson continua a martellare di canestri la difesa del Vechta, aiutato da Buie e un ottimo Thomas, ma il Rasta Vechta non ci sta e con Kuhse, Verge e Brown si riporta in vantaggio verso la fine del 3º periodo (71-74).
Nell’ultima frazione il protagonista è Carlos Marshall, fino a quel momento impalpabile e con 2 punti a referto: sono suoi i 9 punti di fila che sanciscono il +5 Dinamo verso metà periodo, con i tedeschi un po’ sulle gambe a causa dei problemi di falli e non in grado di ricucire lo svantaggio.

Dinamo Banco di Sardegna – Rasta Vechta 105-94

PARZIALI – (20-25); (39-53); (71-74); (105-94)

I TABELLINI 

Dinamo Banco di Sardegna: Marshall Jr. 18, Buie 23, Zanelli 6, Seck NE, Beliauskas 3, Johnson 18, Ceron NE; Casu NE; Vincini, Mezzanotte 6, Thomas 19, McGlynn 12. Allenatore: Massimo Bulleri

Rasta Vechta: Elijah Ndi; Luc Van Slooten 10; Joschka Ferner 5; Tevin Brown 8; Alonzo Verge 17; Tommy Kuhse 21; Philipp Herkenhoff 14; Linus Trettin 5; Lars Thiemann 4; Roy Krupnikas. Allenatore: Christian Held

ARBITRI – Elias Kounelles (Cipro), Stelios Simeonidis (Grecia), Hrvoje Cavar (Croazia)