Anna Conti

di Pier Luigi Rubattu

Sassari. La tesi di laurea in Scienze motorie (non le manca molto) Anna Conti potrebbe tranquillamente scriverla su sé stessa, sulla crescita di una gracile “piantina di riso” coltivata con cura fino a esplodere rigogliosa.

Il 2025 è l’anno di Anna: titolo italiano seniores sui 200 dorso in vasca lunga a Chianciano Terme in agosto; quinto posto ai campionati italiani assoluti a Riccione in aprile, sempre nei 200 dorso; finali al meeting di Monte Carlo e al prestigioso “Sette Colli” di Roma.

Il nostro sito elegge perciò la 22enne nuotatrice di Porto Torres, collezionista di record sardi, “atleta del 2025” nel Sassarese: un titolo da condividere con il concittadino Diego Nappi, campione europeo under 20 dei 200, ma sulla pista di atletica.

Porto Torres capitale sportiva: qui Anna, classe 2003, figlia di un geologo e di una insegnante di francese, è stata portata in piscina a 4 anni, impaurita dall’acqua, e ci ha messo un bel po’ ad abituarsi, prima di mostrare scorrevolezza e resistenza fuori dal comune. “In vaschetta piangevo sempre, ma quando sono passata nelle prime corsie il nuoto ha iniziato a piacermi – racconta Anna -. Devo dire la verità: non ho ricordi chiari della prima gara né della prima vittoria, forse era un campionato regionale a Cagliari… Non c’è stato un giorno in cui ho scoperto all’improvviso che andavo forte, che potevo diventare una campionessa. Semplicemente, continuavo ad allenarmi”.

Allenarsi, e tanto. Come combattere la noia? “Cerco di distrarmi il meno possibile. Conto le vasche. Penso a nuotare bene. Non è uno sport molto divertente”. Ami la fatica? “Direi proprio di no”.

Non la ama, eppure Anna Conti, un metro e 70 per 56 chili, nuota 35 chilometri alla settimana nelle piscine sassaresi di Lu Fangazzu sotto la guida di Ilario Ierace, lo storico allenatore della Sport Full Time che la segue da quando aveva 12 anni.

Anna Conti

“Ho trovato una ragazza gracilissima, sotto il livello minimo di massa grassa, e al tempo stesso un’atleta nata – ricorda il coach -. Anna ha una grande resistenza e un’eccellente coordinazione: ha assimilato subito le tecniche di tutti gli stili, dal dorso, che le viene più naturale, al delfino, dove fa un po’ più di fatica per ovvie ragioni di forza muscolare. Non a caso è diventata primatista regionale dei 200 e 400 misti. Io parlo sempre di una piantina di riso che andava curata amorevolmente in acqua e fuori, giorno dopo giorno, bracciata dopo bracciata, pasto dopo pasto, aspettando che crescesse secondo i suoi tempi. E il momento è della maturità è arrivato”.

Il 2025 è stato di gran lunga l’anno migliore di una carriera che da tempo vede Anna Conti al vertice del nuoto sardo – record a ripetizione nel dorso, nello stile libero e nei misti – e che le ha dato la gioia delle medaglie vinte ai campionati italiani giovanili. Mai però quella d’oro, conquistata finalmente a 22 anni nella categoria maggiore.

E adesso, Anna, si può fare di più? Risposta senza timidezze: “Una medaglia ai campionati italiani assoluti in vasca da 50 metri, in primavera”. Sarebbe un risultato da ricordare per la vita: “La concorrenza è forte – puntualizza Ierace -, ricordiamoci che l’Italia è una potenza mondiale del nuoto. Ma è un obiettivo che Anna può raggiungere”.

Mancano pochi giorni al via della nuova stagione agonistica: a novembre il trofeo Nico Sapio a Genova, a dicembre i campionati italiani in vasca corta. Consueta routine per Anna, nuoto e studio, piscina e università. Svaghi, quasi niente. “È una perfezionista, una che non cerca mai scorciatoie”, dice il suo allenatore.

La campionessa illustra la sua giornata tipo. “Da Porto Torres arrivo a Sassari alle 8.30, vado a lezione, a volte mangio in mensa, a volte mi porto il pranzo da casa”. A proposito di alimentazione: nel tuo sport non c’è l’ossessione di perdere peso, ma da ragazza tu eri davvero troppo magra. “Sì, abbiamo dovuto fare un percorso per raggiungere il livello corretto di massa grassa. A pranzo obbligatori almeno 180 grammi di pasta, cena a base di proteine, tante verdure”.

Finito di mangiare, come prosegui? “Nel pomeriggio vado di nuovo a lezione oppure mi fermo all’università a studiare”. Sei al terzo anno di Scienze motorie: voti alti? “Me la cavo”. Hai già scelto l’argomento della tesi di laurea? “Prima voglio dare Fisiologia, poi deciderò. Penso a un lavoro sperimentale che riguardi proprio il nuoto”.

L’ultima tappa della giornata è alle piscine di Lu Fangazzu: “Tre volte alla settimana vado in palestra dalle quattro e mezzo alle sei. E tutti i giorni, tranne la domenica, nuoto dalle sei alle otto”. Alle nove il rientro a casa, presumibilmente esausta.

Anna Conti

Allenarsi in gruppo aiuta Anna Conti a sdrammatizzare lo stress. “Nuoto insieme ad Agata Barzazi, atleta veneziana venuta a Sassari per studiare Medicina, a Emanuele Pazzola, con cui mi alleno da quando ho iniziato, e ai velocisti Camilla Volonterio e Andrea Manca”. Ilario Ierace, a sua volta, conta sulla collaborazione di Franco Confalonieri, fisiologo milanese che segue Anna per l’alimentazione, e di Marco Angius per la fisioterapia e la preparazione atletica.

Sei chilometri al giorno su e giù in piscina sembrano già tanti, eppure – spiega Ierace – le atlete di alto livello arrivano anche a 50 perché per quattro giorni alla settimana fanno il doppio allenamento. “Mi piacerebbe vedere i risultati di Anna se per un anno si dedicasse solo al nuoto. Con uno o due secondi in meno potrebbe davvero avvicinarsi ai livelli più alti. Ma lei ha fatto un’altra scelta, che condivido: dare priorità allo studio, fare l’università al 100 per cento e lo sport all’80 per cento. In ogni caso sono sicuro che continuerà a migliorare perché è più matura fisicamente e sta lavorando molto bene in palestra”.

Anna non esclude la possibilità di vivere una stagione da professionista del nuoto. “Forse dopo la laurea triennale. Potrei fare online il primo anno di magistrale e quindi avere un pochino più di tempo”. L’impegno non la spaventa, d’altra parte il suo modello di nuotatrice è l’ungherese Katinka Hosszú, dorsista e mistista come lei, tre medaglie d’oro olimpiche e nove mondiali, soprannominata la Lady di Ferro per la quantità spaventosa di gare alle quali partecipava.

Anna Conti va forte anche nei 1500 stile libero e vive vicino al mare. Porto Torres ha ospitato gare di fondo in acque libere. Mai avuta la tentazione di fare il salto dall’acqua clorata a quella salata, come Gregorio Paltrinieri? “Ho partecipato a un po’ di gare, ma soltanto per divertirmi. Mi piace farle, non mi piace allenarle”.

Conti e Ierace, dieci anni insieme in piscina: convivenza senza scosse? Risponde il coach: “Fino a due anni fa Anna era un gioiellino, alzava la mano prima di parlare. Adesso, sobillata dalle compagne di allenamento, capita pure che mi prenda in giro. E siccome studia Scienze motorie ormai si sente una collega…”.